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medici_medico_generico_salerno_sanitàIn Campania sarebbero circa 200 mila le persone portatrici di infezione da HCV, la maggiore incidenza in Italia, ma con una gestione ottimale del paziente oggi è possibile puntare al 100% di guarigioni: per sconfiggere l’epatite C fa tappa, alla Mostra d’ Oltremare di Napoli, Prometheus, il primo laboratorio mobile al mondo per rendere più efficace la lotta al virus.

Centoventi mq su 2 piani, il ‘Cell Explorer’ sta coinvolgendo 200 epatologi ed infettivologi in tutta Italia puntando con la sua alta tecnologia sulla ‘formazione medica esperienziale’: durante le simulazioni i partecipanti interagiscono infatti con un ‘paziente virtuale’. Prometheus, ovvero Patient Journey Mobile Lab on HCV, è un progetto organizzato da QBGROUP con il supporto di AbbVie.

“Il rilevante impatto epidemiologico della infezione da HCV comporta per i Centri specializzati l’esigenza di gestire un numero sempre crescente di pazienti bisognevoli di terapia – dichiara Giovanni Battista Gaeta, ordinario di Malattie Infettive alla Seconda Università degli Studi di Napoli – Basti pensare che l’infezione da HCV è in Italia la causa più importante di epatopatia, in quanto è riscontrabile nel 62% delle epatiti croniche e nel 73% degli epatocarcinomi”.

L’onere sanitario complessivo dell’epatite C si attesta intorno al miliardo di euro all’anno. “Grazie a una gestione ottimale del paziente è possibile oggi ridurre i costi di gestione durante tutto il percorso terapeutico del paziente con HCV e con risultati che puntano al 100% di guarigioni”, dichiara Filomena Morisco, professore Associato di Gastroenterologia, dell’Università Federico II.

“Nel corso dell’ultimo anno la gestione della paziente con Epatite C in regione è andata incontro ad una profonda evoluzione – conclude Nicola Caporaso, direttore della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia della Federico II – I Centri di cura della Campania hanno dato un forte contributo verso l’ottimizzazione del percorso diagnostico e di cura della malattia. La regione oggi ha la più alta prevalenza della patologia ma il suo modello gestionale dimostra che l’Epatite C in Campania si può curare e non fa più paura”.

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