Fonderie Salerno: lavoratori chiedono scusa in assemblea

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fonderie_pisano_salernoIl giorno dopo l’aggressione arrivano le scuse dei lavoratori delle Fonderie Pisano riuniti in assemblea. L’incontro era stato già programmato da tempo in vista della manifestazione che si terrà sabato sotto la sede della Prefettura di Salerno ma è stato anche l’occasione per ritornare sui fatti di ieri. “I protagonisti di quell’episodio che noi continuiamo a condannare – spiega il segretario Cgil Salerno, Anselmo Botte – questa mattina hanno chiesto scusa a tutta l’assemblea. Io, la Fiom e la Rsu, poi, ci siamo recati al presidio e, a nome di tutti gli operai e in particolar modo degli autori dell’episodio, abbiamo chiesto scusa agli attivisti.

È stata l’esasperazione e la paura di perdere il posto di lavoro che ha provocato tutto ciò, un episodio, comunque, lo ribadiamo ancora una volta, da condannare. I lavoratori – aggiunge Botte – sono regolarmente al lavoro. Nessun richiamo dall’azienda e, almeno per ora, nessun provvedimento da parte della Questura”. Ieri, infatti, Martina Marraffa, l’anima del presidio permanente, si era recata in Questura per sporgere denuncia sull’accaduto. È stata la stessa Martina a dire “siamo con gli operai. No alla violenza, solo comprensione e compassione”.

Da ieri sera, davanti i cancelli delle Fonderie, il presidio ha attaccato uno striscione dal senso inequivocabile “No guerra tra poveri”. Sul futuro dello stabilimento, infine, Botte ribadisce che “è necessaria la delocalizzazione dell’azienda, ma noi lasceremo questa fabbrica solo nel momento in cui si accenderanno i motori nel nuovo sito. Periodi di inattività comporterebbero una perdita importante di lavoro e noi non lo possiamo permettere”.

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6 COMMENTI

  1. e spero, ovviamente, che sappiano fare la loro parte in maniera migliore di quanto fatto sino ad oggi. E confido in tutte le istituzioni…e per tutti gli eventuali reati commessi da chicchessia…l’ambiente…l’abusivismo edilizio… la diffamazione a mezzo stampa o a mezzo internet…la provocazione…l’istigazione … la violenza verbale, che aizza gli animi e dà la stura alla reazione fisica.. tutti dovrebbero rispondere delle proprie azioni, e tutti dovrebbero rispondere del proprio linguaggio, delle proprie interviste, dei sostantivi e degli aggettivi, che in modo troppo disinvolto vengono adoperati….TUTTI ! E confido, specialmente, in quelle istituzioni che sapranno analizzare in maniera minuziosa, il comportamento, lo stile di vita, l’estrazione familiare, il modus vivendi, la residenza. passata e odierna, e l’operato di determinati masanielli …. Mettiamo bene a fuoco le vicende, i nomi e le facce dei protagonisti di oggi; ci tornerà utile un domani per comprendere meglio l’evoluzione di questa storia.

  2. Le scuse le dovevano a lei, insieme a un mazzo di fiori, un pasto caldo e un sorriso. che se le facciano tra di loro…Sti……

  3. Se le istituzioni no prenderanno provvedimenti in merito agli aggressori, è vergognoso dimostrano che la legge non esiste.

  4. mi dispiace per i lavoratori non violenti ma bisogna scegliere tra il lavoro o la salute. I lavoratori dicono che non se ne andranno fino all’ apertura della nuova fabbrica. Io penso che non se ne andranno mai, sono trenta anni che dicono che vogliono delocalizzare, purtroppo manca la volontà politica e imprenditoriale. Oggi pomeriggio verso le ore 16.30 c’era una PUZZA di vernice bruciata non si respirava. Dove sono le Istituzioni

  5. La guerra dei poveri contro i poveracci. Ormai sono schiavi del padrone e mordono chi vuole fargli aprire gli occhi. Non si rendono conto che lavorano in una fabbrica della morte e non ne sono immuni.

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