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Londra, grossa società rileva ristorante ‘made from Costa d’Amalfi’: clienti in rivolta

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Vogliono che la loro tavola calda preferita continui ad essere gestita da quel ristoratore italiano che l’ha condotta con solerzia negli ultimi 33 anni.

E per questo i clienti del Parlament Hill, grazioso punto di ristoro di un parco a Nord Est di Londra, hanno avviato una petizione popolare online sul sito Change.org che ad ora ha raccolto 2700 firme, tra cui quelle del noto giornalista Alastair Campbell e del rapper Professor Green (clicca qui per aderire) affinchè il City of London Corporation (dipartimento del Comune di Londra), proprietario del locale, possa ravvedersi e non affidalo alla grossa compagnia che ha sborsato cospicue cifre per l’aggiudicazione della gara d’appalto indetta per il nuovo fitto.

I clienti storici, per lo più famiglie, scolari e sportivi che in quel parco dove sul finire degli anni novanta vennero girate anche alcune scene del film Notting Hill con Hugh Grant e Julia Roberts, spendono parte delle loro giornate in cerca di tranquillità, reclamano il rinnovo del contratto di locazione della struttura a chi con amore l’ha condotta dal 1982. Alberto D’Auria, 70enne chef-manager originario della Costa d’Amalfi (sua madre era di Ravello, suo padre di Minori) in questi giorni di grosse incertezze e tristezza sta, però, realmente comprendendo l’affetto e l’attaccamento dei suoi clienti verso la sua attività.

Già alcuni giornali online londinesi e siti web stanno affrontando la questione in considerazione del “valore sociale di avere una società locale a gestire il cafe” e soprattutto dell'”enorme reazione da parte della comunità locale”. Sarà Benugo, grossa catena di pub e ristoranti che gradualmente si sta ramificando nelle istituzioni britanniche, dal Parco Regent ai principali musei e gallerie di Londra, a rilevare anche il Parlament Hill dopo aver vinto la nuova gara d’appalto.

E ora i clienti del cafe temono che, dal maggio prossimo, mese in cui il Parlament Hill dovrebbe passare a Benugo, i prezzi possano aumentare vertiginosamente.

«Ho apprezzato questo posto venendoci per molti anni – afferma un avventore sul sito Ham & Hight -. Si tratta di un locale bar vecchio stile, con molto buon cibo e buoni prezzi. La pasta è buona e non riesco a immaginare se potrà essere ancora buono o a buon mercato. Alberto e la sua famiglia sono un appuntamento fisso, hanno gestito questo caffè per un lungo periodo. Un sacco di gente resterà molto turbata».

«Sono molto triste per il modo in cui siamo stati trattati dopo tanto tempo – ha detto Alberto D’Auria raggiunto telefonicamente dal Vescovado – Nel corso degli anni abbiamo migliorato il nostro servizio e mantenuto qualità e prezzi bassi, per la felicità dei nostri clienti che non vogliono assolutamente che andiamo via».

Alberto D’Auria che con i genitori e i fratelli si stabilì a Londra nella metà degli anni sessanta lavorando come chef presso prestigiosi ristoranti e alberghi, tra cui il Savoy, ha fatto le sue fortune, con tanti sacrifici, attraverso la vendita ambulante di gelati sulle strade della City. In poco tempo i “D’Auria Brothers” sono riusciti, anche attraverso l’ingegno che contraddistingue tanti figli di Ravello e della Costa d’Amalfi stabilitisi a Londra, a mettere in piedi una vera e propria flotta di mezzi e uomini che quotidianamente battono strade e parchi della capitale britannica. Fino a diversi anni fa ha gestito un altro ristorante italiano, l’Aragosta, al 354 di Green Lanes Palmers Green, a nord di Londra. E’, ancora oggi, punto di riferimento per tanti giovani di Ravello a Londra per motivi di studio o lavoro.

Anche Il Vescovado sostiene la petizione popolare a favore di Alberto D’Auria. E di sicuro anche i tanti lettori di questo giornale non faranno mancare il loro sostegno aderendo all’iniziativa(CLICCA QUI). Perchè se gli inglesi hanno manifestato solidarietà verso il nostro concittadino, noi non potremo essere da meno.

Foto: Ham & Hight

Fonte Il Vescovado

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