Salernitana, ora all’Arechi serve cambiare registro

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salernitana_pescara_2016_8_curva_tifosi_arechiNon è una questione di numeri, né di moduli e, per certi versi nemmeno di interpreti. E’ una questione di atteggiamento mentale. Affrontare una trasferta difficile col chiaro intento di non prenderle in un momento in cui, invece, bisognerebbe affrontare ogni gara con la voglia di spaccare il mondo porta con sé dubbi e rischi. Il dubbio principale riguarda il fatto che questa squadra, sia con Torrente che con Menichini in panchina, ha bisogno di prendere uno schiaffo in pieno volto per scuotersi e cominciare a giocare. Il rischio è che non cambiando registro nelle prossime otto finali non si faccia a tempo a cambiare copione e a mantenere la categoria.

Il punto ottenuto al 94esimo allo stadio Silvio Piola, sul difficile campo di Novara, grazie alla zampata di Gatto, alle parate di Terracciano e anche ai legni che hanno dato una mano ai granata, alimenta un briciolo di speranza. Ma, d’ora in avanti, la Salernitana deve scendere in campo con ben altro piglio (e possibilmente con un atteggiamento tattico più propositivo). C’era un tempo in cui, soprattutto all’Arechi, chi affrontava i granata partiva già sotto di un gol. E non è un semplice modo di dire. Nel corso della gestione Menichini, invece, nel Principe degli Stadi la Salernitana non ha mai vinto. E questa è una colpa imperdonabile, un problema a cui va posto immediatamente rimedio (così come l’emorragia di gol al passivo e la caterva di cartellini rossi rimediati in stagione).

Considerando che nelle ultime otto gare dell’anno Moro e soci giocheranno 5 volte in casa (dove affronteranno tutti scontri diretti) è chiaro che il primo passo da compiere è far tornare inespugnabile l’impianto di via Allende. A partire da sabato. In attesa di capire chi sarà disponibile e chi no, Menichini deve far comprendere alla sua truppa che il Latina (come le altre squadre che passeranno per l’Arechi) dovrà essere aggredito dal primo al novantesimo minuto, con criterio chiaramente, senza quella frenesia che (unita agli errori di mira e alle solite disattenzioni difensive) s’è rivelata fatale contro il Lanciano. Il cammino è complicato e lastricato d’insidie, ma la missione salvezza è ancora alla portata e i granata devono lottare con tutte le loro forze per centrare l’obiettivo.

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