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Cucina: rivivono le pietanze che si preparavano in Campania 4.000 anni fa

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“Tra le pietanze preparate dagli archeogastronomi di Crononauta c’era anche la prima lasagna preparata all’epoca dell’impero romano”. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che, questa mattina, ha presentato le attività dell’associazione Crononauta nata con l’obiettivo di favorire la ricerca archeologica e storica incentrata sulla vita quotidiana nel passato, sviluppare la sperimentazione di tecniche antiche (ivi comprese quelle culinarie, artigianali, edilizie, musicali e di danza; e rilanciare i prodotti enogastronomici, artigianali e culturali locali attraverso la riscoperta della loro storia e della loro importanza economica e culturale nel passato.

Nel corso della conferenza stampa sono state presentate cinque pietanze che venivano preparate nei secoli scorsi, fino ad arrivare al IV secolo avanti Cristo e, addirittura a 4.000 anni fa, all’età del bronzo. A illustrare le ricette, le tecniche di preparazione e tutte le attività dell’associazione, insieme al consigliere Borrelli, c’erano, tra gli altri, Alfredo Carannante. Archeologo dell’Università di Cagliari, esperto di alimentazione antica e presidente dell’Associazione Crononauta, Ernesto Colutta, gestore del Complesso Termale Stufe di Nerone e de “Il giardino dell’orco”, Vicepresidente dell’Associazione Crononauta, Maria Varriale, storica dell’arte, e Marcella Valery, storica dell’arte.




“Ho deciso di sostenere il lavoro dell’associazione Crononauta perché credo che sia importante riscoprire le tradizioni, anche culinarie, della nostra regione” ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che parteciperà alla conferenza stampa “perché il lavoro portato avanti dai soci è rarissimo, se non addirittura, unico al mondo visto che sono riusciti a riportare in tavola anche le pietanze che si cucinavano quasi 4.000 anni fa”.

Allo scopo di valorizzare la storia della gastronomia campana, gli Archeogastronomi hanno preparato un assaggio di pietanze antiche tratte dai dati archeologici e da trattati di cucina antichi e riferite ai vari periodi storici presi in esame nel corso.

  1. Minestra di orzo e legumi con schiacciata di farro alla piastra. Ricette ispirate ai dati ottenuti dalle analisi effettuate sui resti di pasto rinvenuti nel villaggio dell’età del Bronzo che sorgeva sull’isolotto di Vivara nel XVII sec. a.C.”
  2. Pesce in crosta speziata di pecorino. Ricetta tratta dall’opera di Archestrato di Gela, il primo trattato gastronomico scritto in Europa, in Sicilia. La ricetta è confermata dai resti di pasto rinvenuti nel corso degli scavia a Cuma ed è rappresentativa della gastonomia del IV sec. a.C. in Magna Grecia”
  3. Patina Apiciana. Ricetta tratta dal “De Re Coquinaria” di Apicio, il più importante trattato gastronomico per l’età imperiale romana, scritto tra Baia e Pozzuoli, cuore pulsante dell’impero romano. La patina rappresenta la prima versione conosciuta della lasagna sebbene la sua farcitura a base di pesce, pollo, maiale, colatura di alici e frutta secca può apparire sorprendente al gusto moderno.
  4. Torta Manfreda. Ricetta da un trattato gastronomico anonimo del XIV secolo ed è dedicata al Re Manfredi, figlio di Federico II, la cui tragica fine a Benevento segnò l’inizio del dominio angioino. La torta, che faceva da intermezzo nel corso dei banchetti medievali napolitani, quando iniziavano le danze e l’apparizione dei giullari, è composta di interiora e spezie.
  5. Timpallo di maccheroni. Ricetta nobilissima, decantata persino da Giacomo Casanova e tratta da “Il Cuoco Galante” di Vincenzo Corrado, autentico genio della gastronomia settecentesca napolitana, l’ideatore del gattò di patate e della salsa di pomodoro. Questa ricetta rappresenta una delle glorie della gastronomia borbonica del VIII secolo.

“Con l’associazione, vogliamo creare una rete tra studiosi di particolari aspetti della vita quotidiana nel passato (archeogastronomi, archeometallurghi, archeologi sperimentali, archeologi esperti di tessuti antichi, storici della gastronomia, dell’arte e del costume, ricercatori esperti di musica e danza antica) interessati a sperimentare le loro ipotesi, artigiani e artisti (ceramisti, gioiellieri, liutai, cuochi, costumisti, musicisti e cantanti) interessati ad arricchire il loro bagaglio culturale con dati scientifici e produttori del settore enogastronomico/agroalimentare e imprenditori del settore turistico interessati a valorizzare, tutelare e rilanciare i prodotti poco conosciuti ma ricchi di storia del territorio” ha detto Alfredo Carannante.

“Nell’Associazione Crononauta sono già operative: la sezione “Gastronomia antica” (Archeocucina) che consta di due archeogastronomi, un esperto di storia della gastronomia e quattro chef esperti di ricette antiche. Tale sezione ha già iniziato le sue attività con un nuovo corso di archeogastronomia rivolto a chef professionisti; la sezione “Metallurgia antica” con un archeometallurgo, un archeologo sperimentale e un orefice; la sezione “Tessitura antica” con due studiosi di tessuti antichi e contatti con alcuni costumisti; la sezione “Musica antica” con uno studioso esperto di musica greca e romana e contatti con gruppi musicali specializzati in musica antica; e la sezione “Edilizia antica” con un archeologo sperimentale che ha già avviato un progetto per la realizzazione della replica di un villaggio capannicolo campano dell’età del Bronzo” hanno aggiunto Ernesto Colutta, Maria Varriale e Marcella Valery.

 

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