Dopo Ventotene la gita a Maranello: i nuovi scenari dei vertici internazionali (di Cosimo Risi)

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cosimo risiAgosto è tempo di gite e la diplomazia si adatta ai costumi. La gita in barca a Ventotene il 22 agosto, l’escursione guidata a Maranello il 31 agosto. Attorno alle due tappe si dipana la strategia europea del governo italiano. L’eleganza è di rigore, come una volta l’abito scuro per i signori e il lungo per le signore. La barca che porta Hollande, Merkel e Renzi al largo dell’isola è l’ammiraglia della flotta. A Maranello, a ricevere  Merkel e Renzi, sono i padroni di casa: Marchionne con la polo stavolta nera, Elkann che sembra stare là per caso, Ferrari figlio a mostrare i cimeli del padre, il genius loci Enzo. I padroni sono munifici.

Metteranno all’asta l’auto più esclusiva degli ultimi anni, dal nome tautologico “La Ferrari”, al prezzo base di 1 milione e 200 mila euro per dispensare il ricavato ai terremotati. Siamo certi che l’asta sarà un successo,  “La Ferrari” è un tale oggetto del desiderio, per quanti possano in concreto nutrire tale desiderio, che sarà facilmente collocata.

La scenografia sovrasta il contenuto. Celebra il talento italiano nella meccanica. Alle spalle di Merkel e Renzi, durante la conferenza stampa, s’impenna il cavallino che  suggerisce il fragore ben temperato degli scarichi Ferrari, i soli che quando guidi in autostrada ti chiedono di passare senza usare il clacson.

Il contenuto politico riguarda la scelta italiana di puntare sulla flessibilità in luogo dell’austerità. Presentando la richiesta da paese orgoglioso dei propri mezzi, l’Italia conta che questa sia ben accolta. Il nodo sta nel patto di stabilità e crescita (PSC), sottoscritto nel 1997 dagli stati membri dell’eurozona per rafforzare la stabilità del sistema monetario con politiche di vigilanza sui deficit e sui debiti pubblici. In una parola: la facoltà di sforare il famoso 3% come limite  nel rapporto deficit – PIL.

A premere è l’esigenza di ricostruire le aree terremotate e mettere in sicurezza il territorio. Sugli interventi d’emergenza il viatico di Bruxelles è certo. Sull’operazione di lunga lena i dubbi emergeranno fatalmente, si tratterebbe di autorizzare preventivamente, e per un lungo periodo, interventi difformi dal PSC. La partita è grossa e la si può giocare con il favore dello stato membro più rigoroso, la Germania, ma anche e soprattutto della Commissione europea. Maranello non è che l’inizio: lo sparo dello start, per stare alla metafora motoristica.

Ostentare i gioielli della scuderia Ferrari risponde ad una logica. I gioielli sono stati accumulati grazie all’aiuto tedesco. I campionati mondiali vinti dallo sfortunato Shumacher, cui la Cancelliera dedica  un augurio. I campionati che si spera vinca Vettel, col quale la Cancelliera si intrattiene a pranzo. Il senso profondo è che Germania e Italia, dopo lo sciagurato Patto d’Acciaio, possono concludere, e concludono, altri patti che servono ai due paesi ed all’Europa nel suo insieme. Germania e Italia, le potenze sconfitte, insieme firmarono il Trattato CEE, aderirono alla NATO, costruirono l’Unione europea. Insieme possono rilanciarla. Il rombo del motore, musica verdiana piuttosto che rumore, accompagna il processo.

Cosimo Risi

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