Liste d’attesa: il caso di corruzione al Ruggi nel reportage di «Presa diretta»

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ospedale-salerno-3A raccontare la sanità negata è il reportage «Liste d’attesa», realizzato da Alessandro Macina per il programma di Riccardo Iacona «Presa diretta», in onda ieri sera su Raitre. Un viaggio tra ritardi, disorganizzazione e impossibilità di accedere alle cure al punto da doverci rinunciare. Gli ultimi dati Censis dicono che nell’ultimo anno 11 milioni di italiani – uno e mezzo in più rispetto all’anno precedente – hanno rinunciato alle terapie a causa dei tempi troppi lunghi e dell’impossibilità di pagare una visita privata o in intramoenia. Mentre è in costante aumento la spesa sanitaria annuale sostenuta di tasca propria dai pazienti: 34,5 miliardi nel 2015, oltre 500 euro a persona. In due anni l’incremento è stato del 3,2%, il doppio rispetto all’aumento della spesa per i consumi delle famiglie nello stesso periodo, pari a +1,7%.

La lunghezza delle liste d’attesa negli ospedali e nelle strutture della Sanità pubblica ha prodotto un vero e proprio corto circuito. Ritardi, disorganizzazione, impossibilità di accedere alle cure, 8 mesi per una mammografia, 1 anno per una Tac. Gli ultimi dati Censis ci dicono che sono 11 milioni gli italiani che rinunciano alle cure a causa delle liste d’attesa troppo lunghe e dell’impossibilità di pagare una visita privata o in intramoenia. E nelle pieghe di un servizio pubblico che non riesce a far fronte alla domanda si annida inevitabilmente, la corruzione. I numeri dell’ultimo Dossier sulla Sanità dell’Istituto specializzato in corruzione “Transparency” sono inquietanti. Tra le aziende sanitarie italiane: una struttura su 3 ha registrato fenomeni di corruzione e tra i settori più sensibili al rischio corruzione ci sono proprio le liste d’attesa.

PresaDiretta ha ricostruito l’inchiesta che la Procura di Salerno ha aperto sul sistema di corruzione nell’Ospedale Ruggi, dove  il primario di neurochirurgia avrebbe fatto saltare le lunghe liste di attesa ai pazienti in cambio di denaro. Interventi salvavita in cambio di mazzette. A PresaDiretta testimonianze esclusive tra i pazienti che hanno pagato,  i medici coinvolti nell’inchiesta e il personale ospedaliero.

 

 

 

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4 COMMENTI

  1. ci voleva presa diretta per far emergere lo schifo del san leonardo, mentre il giornalaio di lira tv e alle prese con la massaia a beccarla a buttare la carta per terra tralascia notizie ben più gravi, come questi casi di grave corruzione, che vergogna.

  2. Al di la della corruzione che, purtroppo oggi è diventata una pratica “regolare” indebellabile e non si “capisce” il perchè nonostante controlli, sanzioni e quant’altro, sembrerebbe il male minore a fronte di un pronto soccorso in balia di alcuni medici di basso profilo che ne conbinano di cotte e di crude alla faccia di quei medici che invece cercano tutti i giorni di tenere alta la sanità pubblica che con quello che ci costa, tassati come siamo su tutto, dovrebbe essere quantomeno professionale nel valutare i vari casi e nei rapporti con l’utenza.

  3. Al di la della corruzione che, purtroppo oggi è diventata una pratica “regolare” indebellabile e non si “capisce” il perchè nonostante controlli, sanzioni e quant’altro, sembrerebbe il male minore a fronte di un pronto soccorso in balia di alcuni medici di basso profilo che ne conbinano di cotte e di crude alla faccia di quei medici che invece cercano tutti i giorni di tenere alta la sanità pubblica che con quello che ci costa, tassati come siamo su tutto, dovrebbe essere quantomeno professionale nel valutare i vari casi e nei rapporti con l’utenza.

  4. Al di la della corruzione che, purtroppo oggi è diventata una pratica “regolare” indebellabile e non si “capisce” il perchè nonostante controlli, sanzioni e quant’altro, sembrerebbe il male minore a fronte di un pronto soccorso in balia di alcuni medici di basso profilo che ne conbinano di cotte e di crude alla faccia di quei medici che invece cercano tutti i giorni di tenere alta la sanità pubblica che con quello che ci costa, tassati come siamo su tutto, dovrebbe essere quantomeno professionale nel valutare i vari casi e nei rapporti con l’utenza.

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