Industria 4.0 e la nuova Legge di Stabilità 2017 (di Luca De Franciscis)

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Luca De FranciscisLa nuova Legge di Stabilità per il 2017 contiene i ripetuti annunci dati con il Piano nazionale Industria 4.0. Ma cos’è il piano nazionale Industria 4.0?

E’ un piano stilato per sviluppare l’innovazione con le nuove tecnologie. Promuovere la quarta rivoluzione industriale.

Dalla lettura del “Piano”, si possono comprendere ed esaminare, quali sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato le diverse epoche di rivoluzione industriale.

Si legge infatti che: La prima rivoluzione industriale si è avuta alla fine del 18° secolo, con l’introduzione di potenza a vapore, per il funzionamento degli stabilimenti produttivi; La seconda all’inizio del 20° secolo con l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio; La terza ai primi degli anni 70, con l’utilizzo dell’elettronica e dell’IT (Information Technology), per automatizzare ulteriormente la produzione; La quarta è quella dei nostri giorni, con l’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet.

Il Governo si sta adoperando per realizzare gli obiettivi strategici, tracciati nel Piano della performance 2016/2018, del Ministero dello Sviluppo Economico.

Per approfondire cliccare su → Piano della performance.

Sono state previste 8 aree di intervento:

  • attuare la fase di rilancio degli investimenti industriali, con particolare attenzione a quelli della ricerca e sviluppo, conoscenza e innovazione;
  • favorire la crescita dimensionale delle imprese;
  • favorire la nuova imprenditorialità innovativa;
  • definire protocolli, standard e criteri di interoperabilità condivisi a livello europeo;
  • garantire la sicurezza delle reti (cybersecurity) e la tutela della privacy;
  • assicurare adeguate infrastrutture di rete;
  • diffondere le competenze per industry 4.0;
  • canalizzare le risorse finanziarie.

I benefici attesi, come si leggono nel Piano nazionale Industria 4.0 sono:

 

  • Maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala.
  • Maggiore velocità dal prototipo alla produzione in serie attraverso tecnologie innovative
  • Maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione errori e fermi macchina.
  • Migliore qualità e minori scarti mediante sensori che monitorano la produzione in tempo reale.
  • Maggiore competitività del prodotto grazie a maggiori funzionalità derivanti dall’Internet delle cose.

Ecco allora l’ingresso nella prossima Legge di Stabilità del piano del governo per l’Industria 4.0 che nella fase operativa include (l’elencazione non è esaustiva) gli incentivi fiscali, la diffusione della banda ultralarga, la necessità di sorreggere il venture capitale, ovvero l’apporto di capitale di rischio di investitori, per finanziare l’avvio e/o la crescita di attività in settori che hanno elevati potenziali di sviluppo. Il piano si prefigge, inoltre, la formazione, dalle scuole all’università, con lo scopo di favorire e incentivare le imprese ad adeguarsi e ad aderire pienamente, alla quarta rivoluzione industriale.

Per avere una visione più ampia, sui contenuti del “piano”, cliccare su: → Piano nazionale Industria 4.0.

I mass media hanno già annunciato le misure che il Governo sta portando avanti per la prossima Legge di Stabilità 2017. I particolari però non sono ancora definitivi.

Sono tutte misure che dovrebbero apportare benefici alle imprese e ai cittadini. Ovviamente non tutti si dichiareranno soddisfatti, ma bisogna tener conto anche dei limiti, entro i quali è possibile muoversi, per quadrare il bilancio dello Stato e, soprattutto, delle priorità che si vogliono perseguire. Il fine è tendere a realizzare gli obiettivi prestabiliti.

Le notizie di maggiore interesse, contenute nella nuova Legge di Stabilità, riguardano:

Il taglio dell’IRES che passa dal 27,5% al 24%; la proroga del super ammortamento al 140% e in taluni casi con l’aumento al 250%; aumento dell’aiuto per la crescita delle imprese (ACE); la nuova modalità di tassare le imprese con l’introduzione dell’IRI al 24 o forse al 27%; vantaggi/bonus per le imprese alberghiere; nuovi indicatori di compliance che dovranno sostituire i vecchi e superati studi di settore; nuovi bonus per le famiglie; proroga per le ristrutturazioni immobili e riqualificazioni energetiche; riforma delle pensioni; nuove borse di studio per studenti; chiusura di Equitalia e agevolazioni per il pagamento delle cartelle esattoriali, senza sanzioni e interessi; nuovi fondi per la sanità; esenzione IRPEF dei redditi dominicali e agrari per terreni dichiarati da CD e IAP; riduzione canone RAI da 100 a 90 euro.

Altre misure sono state annunciate, ma per entrare nel merito e analizzarle, sarà necessario leggere il testo delle norme, nella loro stesura definitiva.

Luca De Franciscis

dottore commercialista

 

www.studiodefranciscis.it

 

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