“Si” al referendum del 4 dicembre: stamane socialisti a convegno a Salerno

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nuovo-psiA meno di un mese dal 4 dicembre, giorno in cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sul referendum costituzionale, i socialisti di Salerno hanno incontrato il mondo laico, riformista e di partito per illustrare nel dettaglio le ragioni del “Si”.  Nella sala congressi dell’Hotel Mediterranea, stamane, durante il convegno dal titolo “L’Italia Riformista è l’Italia che dice Si”, è stato presentato il Comitato Socialista per il Si di Salerno.  Al momento il gruppo è composto da diciassette nomi (Vittorio Cicalese, Silvano Del Duca, Massimiliano Natella, Veronica Mondany, Paolo Ottobrino, Vincenzo Di Nicola, Dario Loffredo, Rossella Fusco, Dino Verrone, Rino Avella, Alain Murano, Angelo Munno, Giuseppe Acanfora, Giovanni Rossomando, Antonio Di Renna, Pasquale Amoroso e Pasquale Sorrentino) e nei prossimi giorni continuerà la campagna informativa partita anche nelle altre quattro provincie della regione con gli altrettanti Comitati. A prendere per primo la parola è stato Silvano Del Duca, segretario provinciale PSI Salerno, che si è soffermato sulla necessità di superare il bicameralismo perfetto al fine di snellire le procedure di approvazione di una legge che, invece, “oggi paga lo scotto di dover attendere anche 800 giorni, come è successo per l’introduzione del reato di omicidio stradale per il quale le famiglie attendevano da tempo una risposta immediata”. Tra le voci giovani del PSI, stamane è stata ascoltata quella di Dino Verrone, segretario provinciale della FGS Salerno: “i giovani oggi parlano del merito della riforma. Siamo convinti della necessità di un cambiamento e lo facciamo con la voce di figli che lo chiedono ai loro padri”. L’incontro di questa mattina ha rappresentato un’occasione d’incontro e come assicura Vittorio Cicalese del Comitato per il Si del PSI di Salerno “iniziative come questa ce ne saranno ancora perché crediamo fortemente nella necessità d’informare i cittadini perché facciano una scelta consapevole”.

Massimiliano Natella, consigliere comunale nonché capogruppo PSI al Comune di Salerno, tra le ragioni a favore del “Si” ha ricordato quella che punta ad un’azione di governo più stabile, dovuta ad un modus operandi concreto anche rispetto alle esigenze che vengono dal mondo imprenditoriale. Per Dario Loffredo, assessore comunale in quota PSI a Salerno, il nocciolo della questione sta nel mettere in campo un’azione politica in grado di rispondere “all’esigenza riformista dettata dai tempi moderni. Fermo restando che non la trovo, come del resto gli stessi miei compagni, la migliore riforma possibile. Credo, però, sia necessario determinare un cambiamento vero”.

Per le conclusioni, affidate ad Enzo Maraio, sono stati toccati diversi punti ritenuti strategici. “Oggi siamo impegnati convintamente a supporto del “Si” perché crediamo che l’Italia ha la necessità di avere una struttura organizzativa al passo con i tempi. Nel nostro partito sappiamo che ci sono delle sacche di resistenza rispetto all’innovazione, ma dobbiamo decidere se vogliamo cambiare, riformare, innovare il Paese oppure vogliamo mantenere lo status quo”. Maraio si è soffermato anche sulla confusione che si è creata in merito alla legge elettorale. “Erroneamente si ritiene che la legge elettorale sia all’interno della riforma costituzionale. Questo quesito referendario non ha nulla a che vedere con la legge. L’Italicum ha un suo percorso per il quale i socialisti hanno fatto sentire la loro voce. Il governo ha fatto una serie di aperture che andranno verificate”.

 

Tra i presenti, stamane, anche i consiglieri del Comune di Salerno Veronica Mondany e Paolo Ottobrino; così come Angelo Rizzo, presidente della Comunità Montana del Calore; Enzo Passa, consigliere comunale a Cava de’ Tirreni, Gino Alessandro, assessore al Comune di Roscigno e diversi amministratori locali, dall’agro-nocerino-sarnese sarnese al Cilento.

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2 COMMENTI

  1. sì certo, per queste stupidaggini inutili quali omicidio stradale e femminicidio si poteva attendere pure ottanta anni, erano reati assolutamente presenti del codice, anzi hanno aggiunto delle distorsioni con queste leggi (non c’era nessun articolo che permetteva ad un uomo di uccidere una donna oppure a qualcuno di uccidere con l’auto, ovviamente!.. ma era un buon passatempo per gettare fumo negli occhi);

    quando hanno voluto far passare le leggi dettate dalle lobbies estere oppure le leggi per gli interessi dei parlamentari stessi.. lo hanno fatto con lo stesso sistema che tanto vorrebbero cambiare.. in quel caso il sistema non ha impedito alcunché, anzi, sono passate le leggi in poche settimane se non giorni!

    quindi NO !

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