Le ragioni del Sì per l’Agricoltura, mille agricoltori campani a Salerno

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agricoltori_coldiretti_augusteoOltre mille agricoltori provenienti dalle cinque province della Campania si sono ritrovati questa mattina al teatro Augusteo di Salerno. Un appuntamento dal titolo “Le ragioni del sì per l’agricoltura” organizzato da Coldiretti Campania. Amministratori, imprenditori agricoli, deputati si sono confrontati per analizzare il bisogno di riforme e di sburocratizzazione del comparto agricolo. La tavola rotonda, dopo il saluto del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, è stata aperta da Vittorio Sangiorgio, presidente di Coldiretti Salerno, seguito dai deputati Sabrina Capozzolo e Luigi Famiglietti, dalla senatrice Angelica Saggese, dal consigliere delegato all’agricoltura della Regione Campania Franco Alfieri e dall’europarlamentare Nicola Caputo. Le conclusioni sono state affidate a Gennarino Masiello, vice presidente nazionale di Coldiretti.

Mentre i rappresentanti istituzionali sono entrati nel merito del quesito referendario, i presidenti di Coldiretti hanno analizzato più in generale le trasformazioni in atto nel sistema Paese e il ruolo chiave che l’agricoltura è tornata a svolgere con una grande capacità di stimolo positivo verso altri settori. Il presidente Sangiorgio si è soffermato sui risparmi netti che le imprese agricole hanno ottenuto dalle agevolazioni fiscali e da una legislazione sempre più attenta alla valorizzazione del made in Italy. Il presidente Masiello ha sottolineato come Coldiretti si ponga come forza sociale responsabile con cultura di governo, capace di porsi sempre in maniera costruttiva e propositiva anche quando i cambiamenti fanno paura. Le sfide di un’agricoltura che ha cambiato radicalmente pelle – ha concluso Masiello – hanno bisogno di una politica che rimuova gli ostacoli in un mercato globalizzato dove conta la rapidità.

SCHEDA NUOVE NORME PER AGRICOLTURA (AD OGGI)

ESEMPI DI RISPARMI CHE CI SARANNO NEL 2017 GRAZIE AL TAGLIO DELL’IRAP IN AGRICOLTURA

  1. Un viticoltore che fattura oltre 500mila euro risparmierà quasi 5mila euro.
  2. Un allevatore e produttore di latte che fattura quasi 1,2 milioni di euro risparmierà oltre 15mila euro.
  3. Un vivaista che fattura oltre 960mila euro risparmierà oltre 17mila euro.
  4. Un cerealicoltore che fattura circa mezzo milione di euro ne risparmierà 5mila.
  5. Un produttore di quarta gamma che fattura oltre 2 milioni di euro risparmierà quasi 32mila euro.
  6. Un frutticoltore che fattura oltre 310mila euro annui risparmierà quasi 8mila euro.
  7. Un apicoltore che fattura oltre 130mila euro annui risparmierà quasi 4mila euro.
  8. Un ortofrutticoltore che fattura quasi 1,6 milioni di euro annui risparmierà oltre 17mila euro

INTERVENTI DEL GOVERNO PER IL SOSTEGNO E LO SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO

  • Preliminarmente deve essere considerato tutto ciò che è stato evitato in relazione ai documenti predisposti dai Commissari alla spending review per la revisione delle agevolazioni fiscali in agricoltura con la quale recuperare ingenti risorse per il risanamento dei conti pubblici.
  • In particolare, i Commissari che si sono succeduti avevano previsto di limitare entro un determinato volume d’affari l’applicazione del regime speciale IVA per i produttori agricoli, di innalzare l’aliquota IRAP in agricoltura dall’1,7% al 3,5%, di eliminare le agevolazioni sulle imposte di registro, ipotecarie e catastali per i trasferimenti di terreni agricoli, di innalzare la percentuale dell’accisa sul gasolio agricolo dal 22% al 30%, di dimezzare l’agevolazione sull’imposta di successione degli atti relativi ai beni dell’azienda agricola, ecc..
  • In sostanza, se fossero state accolte le proposte dei Commissari gli imprenditori agricoli avrebbero dovuto sopportare un maggior prelievo fiscale di un miliardo di euro. Al contrario, l’attività di tutela degli interessi delle imprese svolta dalla Coldiretti, condivisa dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ha portato non solo a mantenere intatto il sistema fiscale e le relative agevolazioni tributarie ma ad ottenere l’esonero da imposte di particolare rilievo a favore degli imprenditori agricoli professionali che vivono di agricoltura.
  • In pratica, le manovre economiche per il 2016 e per il 2017 contengono un vantaggio fiscale per l’agricoltura che, tra il mantenimento del sistema di tassazione basato sul catasto, del regime speciale IVA e delle altre misure tributarie e le esenzioni dell’IMU e dell’IRAP supera 2 miliardi di euro.

LEGGE DI STABILITÀ PER IL 2016:

  • esenzione totale dall’IMU per i terreni agricoli ubicati nelle aree montane o di collina e per i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola con un risparmio di spesa per le imprese di 405 milioni di euro all’anno;
  • esenzione dall’IRAP per gli imprenditori titolari di reddito agrario, comprese le cooperative, con un risparmio di spesa di 200 milioni di euro all’anno riferito a 250mila contribuenti;
  • stabilizzazione del regime fiscale delle attività agro-energetiche con un minor gettito di 20 milioni di euro all’anno;
  • incremento delle percentuali di compensazione IVA applicabili alle cessioni dei prodotti lattiero-caseari, degli animali vivi della specie bovina e suina con un ricavo per le imprese agricole di 50 milioni di euro per il 2016;
  • istituzione di un fondo con la dotazione di 45 milioni di euro per il 2016 e di 35 milioni di euro a decorrere dal 2017 per finanziare l’acquisto o il noleggio di trattori agricoli o di macchine agricole da parte delle micro e piccole imprese agricole;
  • promozione all’estero del Made in Italy ed internazionalizzazione delle imprese agricole italiane con un ulteriore stanziamento di 50 milioni di euro per l’anno 2016.

DISEGNO DI LEGGE DI BILANCIO PER IL 2017:

  • esonero per gli anni 2017, 2018 e 2019 dall’IRPEF dei redditi dominicali ed agrari dei coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, con un risparmio di spesa per le imprese nel 2017 di 230 milioni di euro;
  • esonero totale per il triennio 2017-2019 e parziale per gli anni 2020 e 2021 dal versamento dei contributi previdenziali per i giovani, con meno di 40 anni di età, che si iscrivono nella previdenza agricola dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017. La Coldiretti ha predisposto un emendamento, approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, per applicare tale esonero anche ai giovani iscritti nella previdenza agricola nel corso del 2016 nelle zone montane e nelle aree svantaggiate;
  • estensione alle imprese agrituristiche del credito d’imposta nella misura del 65% per le spese sostenute fino ad un massimo di 200 mila euro per interventi di ristrutturazione edilizia, di riqualificazione antisismica o energetica e per l’acquisto di beni mobili nell’ambito di una dotazione finanziaria di 60 milioni di euro per il 2017.

 

LEGGE SUL COLLEGATO AGRICOLO:

  • semplificazioni nel settore degli oli di oliva sia per la tenuta del fascicolo aziendale che per l’esonero dagli adempimenti previsti dalla normativa in materia di prevenzione incendi per i depositi di capienza non superiore a 6 metri cubi;
  • valorizzazione nel processo di semplificazione amministrativa basato sul principio di “sussidiarietà orizzontale” del ruolo dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) che diventano il tramite fondamentale tra le imprese agricole e la pubblica amministrazione anche tenendo conto della riduzione a 60 giorni del termine di formazione del “silenzio assenso” per le istanze di interesse agricolo istruite dai CAA;
  • affermazione del ruolo delle organizzazioni professionali agricole ed in particolare della Coldiretti anche in campo economico riconoscendo, al fine di ottenere il rispetto di corrette relazioni commerciali, la possibilità di agire in giudizio per l’inserzione di diritto nei contratti di cessione del latte della forma scritta, della durata minima di 12 mesi e del giusto prezzo da riconoscere agli allevatori da collocarsi al di sopra dei costi di produzione;
  • possibilità per i consorzi fidi di prestare garanzie anche a favore dello Stato o di altri enti pubblici consentendo a Creditagri di intervenire per favorire l’accesso delle imprese agricole ai finanziamenti previsti dai programmi di sviluppo rurale attraverso il rilascio di fideiussioni sinora consentito soltanto alle banche ed alle assicurazioni;
  • attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato riservata alle imprese agricole in possesso di competenze professionali specifiche sotto il profilo fitosanitario sia per il controllo del materiale impiantato che per le modalità di svolgimento delle attività.

 

ETICHETTATURA DEL LATTE E DEI PRODOTTI LATTIERO-CASEARI:

  • in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che obbliga ad indicare nell’etichetta l’origine di tutti i tipi di latte e del latte utilizzato nella preparazione dei prodotti lattiero-caseari, compresa la cagliata. In particolare si dovrà indicare il luogo di mungitura del latte, il paese del confezionamento e della trasformazione dello stesso. Si tratta di un provvedimento che inevitabilmente contribuirà a valorizzare la produzione del nostro Paese esaltando il valore della distintività e del legame con il territorio che costituiscono la vera essenza del Made in Italy;
  • analogo provvedimento sta per essere predisposto per l’indicazione obbligatoria in etichetta del luogo di origine del grano duro utilizzato nella preparazione della pasta. In tal modo si potrà superare finalmente la negativa posizione della Commissione Europea secondo la quale l’origine dei prodotti è legata esclusivamente al paese dell’ultima trasformazione sostanziale, posizione che stava portando addirittura a considerare semola italiana quella ottenuta con grani duri provenienti da paesi extra europei.

 

LEGGE EUROPEA 2015:

  • mantenimento per i Consorzi agrari della qualifica di società cooperativa a mutualità prevalente prevista dalla normativa vigente e chiusura della procedura di infrazione disposta dalla Commissione Europea con riduzione della quota degli utili annuali da detassare dal 60% al 50% senza tener conto del regime di aiuti de minimis.
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