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Manovra: passa la ‘norma De Luca’, Governatori potranno diventare commissari sanità

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La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento che consente ai presidenti di Regione di diventare anche commissari per la sanità. Si tratta quindi del via libera alla cosiddetta ‘norma De Luca‘, nonostante le ripetute proteste delle opposizioni che avevano chiestoanche il voto nominale. Il relatore ha riformulato gli emendamenti Tartaglione (Pd) e Rabino (Ala), prevedendo che ci siano verifiche ogni 6 mesi da parte del tavolo di monitoraggio dei piani di rientro e del comitato Lea. Nell’ambito della discussione sulla legge di Bilancio per il 2017 si allargano i cordoni dell’Opzione donna, il meccanismo che consente alle lavoratrici di andare in pensione prima dei requisiti-Fornero, ma con un assegno conteggiato interamente attraverso il sistema contributivo.

L’Opzione viene estesa alle lavoratrici nate nei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 1958 (e alle autonome nate nell’ultimo trimestre del 1957) che hanno maturato 35 anni di anzianità entro il 31 dicembre del 2015. A prevederlo è un emendamento del relatore alla Manovra, Mauro Guerra: la norma è valida per le lavoratrici dipendenti al raggiungimento di 57 anni e 7 mesi di età e per le autonome al raggiungimento di 58 anni e 7 mesi di età. Gli oneri che derivano dall’estensione della sperimentazione anche all’ultimo trimestre del 2015, si legge nell’emendamento, sono valutati nel complesso – dal 2017 al 2022 – in oltre 257 milioni di euro.




La novità è emersa nell’ambito dei lavori della commissione Bilancio alla Camera, che ha riavviato nel pomeriggio l’esame gli emendamenti alla legge di Bilancio. Obiettivo della seduta, ha annunciato il presidente Francesco Boccia, è proseguire senza pause fino all’esaurimento delle proposte da votare. Si preannuncia una maratona non-stop che terminerà dunque domattina. Per il resto, il calendario stabilito dalla conferenza dei capigruppo prevede che il voto di fiducia sulla Manovra si tenga venerdì, mentre sul via libera l’Aula della Camera si esprimerà lunedì, dopo aver votato la nota di varazione al Bilancio.

Durante i lavori, sono stati bocciati gli ‘emendamenti Airbnb’, tre proposte identiche che regolavano il settore delle locazioni brevi con la costituzione di un Registro unico nazionale e assoggettavano automaticamente il canone di affitto alla cedolare secca del 21%. Resta acceso il clima intorno all’Istat: i lavoratori hanno deciso di spostare la loro mobilitazione dalla sede dell’istituto a quella del Pd in via del Nazareno. “In questi minuti – scrivono – abbiamo appreso che il governo intende escludere dalla legge di Bilancio tutti i provvedimenti riguardanti il reclutamento del personale a termine attualmente impiegato nella Pa”. Proprio dai precari dell’Istituto è partita la mobilitazione.

Intanto il decreto fiscale collegato alla Manovra, quello che contiene l’abolizione di Equitalia e la Voluntary disclosure, è passato all’aula del Senato senza che le commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama abbiano votato gli emendamenti né il mandato ai relatori. Il testo, su cui viene data per scontata la fiducia fra questa sera tardi e domani mattina, è “blindato” nella versione approvata dalla camera.

Fonte La Repubblica

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