È morto Fidel Castro, aveva 90 anni

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fidel-castroLe notizie sulla sua morte si rincorrevano da anni, poi puntualmente smentite. Ma stavolta è arrivata la conferma: Fidel Castro non c’è più. Il líder maximo si è spento a 90 anni, dopo una lunga malattia.

A trentatre guidò la rivoluzione che mandò a casa il generale Fulgencio Batista e, dopo aver promesso di riportare la libertà, instaurò un sistema in tutto e per tutto simile a quello sovietico, definito “democrazia popolare”. Nei fatti una dittatura che ha resistito per decenni e resiste ancora oggi, sia pure con qualche apertura, con le redini ben salde in mano a Raul Castro, fratello minore di Fidel.

 Sopravvissuta al collasso economico dovuto al rigido embargo americano grazie agli aiuti dell’Unione sovietica prima e del Venezuela poi, Cuba non ha mai ammesso il dissenso, sbattendo gli oppositori in carcere e schiacciando ogni minima forma di ribellione. I difensori nostrani di Cuba hanno sempre preferito sorvolare sul fatto che all’Avana si negassero i principali diritti dell’uomo: preferivano ricordare scuole e ospedali di buon livello, quasi che la libertà fosse un dettaglio insignificante.



Quella di Fidel è stata una vita dedicata al sogno rivoluzionario. Una scelta maturata dopo una giovinezza borghese. Dopo aver studiato per diventare avvocato, il giovane Fidel fece la pratica in un piccolo studio. Sognava di diventare parlamentare, ma non non potè neanche candidarsi a causa del colpo di Stato di Batista. Arrestato a seguito del fallito assalto alla “caserma Moncada” (1953), fu condannato a quindici anni. Rilasciato grazie a un’amnistia, andò in esilio in Messico e negli Stati Uniti, dove cominciò a mettere insieme le tessere per il suo secondo tentativo, quello buono, teso a disarcionare Batista.

A bordo della Granma, una piccola imbarcazione di 18 metri, guidò 82 rivoluzionari che, partiti dal Messico il 25 novembre alla volta di Cuba, diedero inizio alla rivoluzione. Di quel manipolo rimasero in vita solo in dodici, tra cui Ernesto “Che” Guevara e Raul Castro. Si rifugiarono sulle montagne e da lì, dopo essersi riorganizzati (arrivarono a circa 800 unità), diedero inizio a una lunga guerriglia contro il governo. Batista si arrese il capodanno del 1959, lasciando il campo alle forze di Castro che poterono entrare all’Avana. Il primo governo fu affidato a un professore di legge, José Mirò Cardona, ma nel giro di un mese e mezzo Castro, già comandante in capo delle forze armate, assunse anche il ruolo di primo ministro. Iniziava, così, il dominio di Castro, che nel 1976 assunse anche la carica di presidente della Repubblica.

Un potere, quello di Castro, che è andato avanti senza limiti fino al 2006, quando subì un ricovero ospedaliero e lasciò la guida del Paese, temporaneamente, al fratello. Due anni dopo, invece, si fece definitivamente da parte, anche se continuò, di tanto in tanto, a mostrarsi in pubblico, a scrivere articoli su Granma e a incontrare personaggi politici (Chavez e le delegazioni comuniste e cinesi) e alcuni vip suoi amici (Maradona).

Alcune timide liberalizzazioni Cuba le ha conosciute solo grazie a Raul, pur restando, il Paese caraibico, ben saldo nelle mani del Partito comunista. La morte di Fidel è la fine di un simbolo vivente. Un pezzo del Novecento che viene archiviato e consegnato alla storia. Non muore con lui, però, quel regime che da troppi anni imprigiona Cuba. Non si vedono ancora, all’orizzonte, i segnali di una rinascita democratica del Paese. Siamo ancora lontani dalla Primavera dell’Avana. I dissidenti in esilio ci sperano, ma dovranno aspettare e lottare ancora molto. Il rischio è che all’Avana si instauri una forma riveduta e corretta del “modello cinese”, con un capitalismo innestato in un sistema politico illiberale.

Fonte Ilgiornale.it

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7 COMMENTI

  1. Fidel Castro è stato un grande personaggio della storia.Osò sfidare l’America,ma era un grande peccatore e dittatore comunista.

  2. Grande uomo con dignità, più attaccato al potere rispetto al Che, ma ricordatevi che a Cuba nonostante l’embargo c’è più dignita e meno miseria Rispetto ad Haiti, Giamaica ed altre isole vicine ed aperte alla pseudo libertà americana!
    Per gli Americani sono amici solo i propri dittatori posti a capo di governo fantoccio, viva Cuba viva la rivoluzione viva la dignità di chi non si è inchinato al Signore confinante!

  3. Hasta la victoria, ok, siempre, ma ci sei mai stato a Cuba? io si, molti anni fa e tutta questa ricchezza e uguaglianza non l’ho vista, anzi ho personalmente visto corruzione e disuguaglianze, in un mare di dubbi.

    Detto questo, sul modo di intendere il mondo da parte degli americani posso solo concordare.

  4. Hai sicuramente ragione, ma l’embargo e la necessaria chiusura hanno determinato ciò, prima con Batista Cuba era il bordello Americano e penso che se ti capita di andare nel protettorato americano di Haiti vedrai il vero inferno altro che diseguaglianze e corruzione!

  5. X Hasta la victoria,perdente.
    Ricordo Cuba come un grande bordello,per strada vedevo solo culi.
    Il popolo cubano era tutto uguale,non c’erano diversità,o creatività.
    A Cuba ci fu una grande conquista sociale di massa,tutti uguali e tutti poveri.Nessuna ambizione individuale nel crescere perchè tutti dovevano essere uguali e poveri.Questo si chiama appiattimento di massa sociale verso il basso=povertà totale.

    Detto questo, Fidel comunque nell’immaginario collettivo fu un personaggio d’avventura.Oggi il popolo cubano guarda al grande nemico il capitalismo americano,perchè solo con l’iniziativa del’individuo l’essere può ambire e migliorarsi.
    AD Maiora Semper

  6. Sotto-proletario di sub cultura arretrata della Salerno becera e arretrata di un villaggio comunista del sud Italia.

  7. che poi parlando da ignorante chiedo a chi ne capisce ma come fanno a dire che ha sfidato e vinto la battaglia contro gli americani per 50 anni? cioè ma avere un’intera base militare nel giardino di casa del tuo nemico non mi sembra tanto una sconfitta anzi!!! poi se vogliamo credere alle solite frasi fatte è un’altro discorso, saluti!

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