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Terzo Settore. Opportunità per giovani (di Luca De Franciscis)

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Aumenta l’interesse per l’istituto del servizio civile universale che potrà interessare migliaia di volontari che si riconosceranno tali, in base alla normativa che si avvia alle fasi conclusive. L’istituto è stato riconosciuto come buona pratica dalla Comunità europea.

La riflessione scaturisce dalla lettura Comunicato del Consiglio dei Ministri che nella seduta del 9 novembre scorso ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che modifica il sistema del servizio civile nazionale ed introduce il servizio civile universale (S.C.U.).

Il provvedimento seguirà l’iter di approvazione dopo aver acquisito i parere della Conferenza Unificata e delle competenti Commissioni parlamentari. E’ la “Riforma del terzo settore”. Trova attuazione la legge delega prevista dalla Legge 6 giugno 2016, n. 106.

Con questo decreto si disciplina il nuovo servizio civile universale (S.C.U.), quale strumento di difesa non armata della Patria con modalità rivolte a promuovere attività di solidarietà, inclusione sociale, cittadinanza attiva, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della nazione, sviluppo e cultura dell’innovazione e della legalità, nonché a realizzare una effettiva cittadinanza europea e a favorire la pace tra i popoli.

Si prevede un sistema di programmazione triennale per giovani di età compresa tra i 18 e 28 anni, esteso ai cittadini dell’Unione Europea, anche agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, con procedure di selezione. Sarà specificato lo status giuridico dei giovani ammessi al servizio civile universale, con la previsione di uno specifico rapporto di servizio, non assimilabile al rapporto di lavoro. E’ previsto l’impegno di 30 ore settimanali per dodici mesi, con copertura assicurativa per malattia e maternità, venti giorni di permesso retribuito e un rimborso spese di € 433,90.

Si vuole dedicare particolare attenzione alle problematiche dei giovani che hanno minori opportunità. Saranno illustrati anche i criteri per riconoscere e valorizzare le competenze acquisite durante l’espletamento del servizio civile universale, in funzione del loro utilizzo nei percorsi di istruzione e in ambito lavorativo. Questo riconoscimento di competenze potrebbe essere utile e di supporto per  nuove opportunità di lavoro.

Agli operatori volontari impegnati in interventi da realizzarsi in Italia, è offerta la possibilità di effettuare il servizio, per un periodo di tre mesi, in uno dei Paesi dell’Unione Europea o, in alternativa, di usufruire di un tutoraggio finalizzato alla facilitazione dell’accesso al mercato del lavoro.

Quali organismi di confronto, in ordine alle questioni concernenti l’attuazione del servizio civile universale, vengono istituite la Consulta nazionale per il servizio civile universale e la rappresentanza degli operatori volontari, a livello nazionale e regionale.

Quanto innanzi è una delle tante cose che il Presidente Renzi sta facendo per i cittadini italiani. Bisogna prendere atto che non tutto si può realizzare in poco tempo. Bisogna saper attendere e aver fiducia.

Per il decreto attuativo scorrere il testo fino a “servizio civile nazionale”, cliccare →qui.

Per la riforma del Terzo settore cliccare →QUI.

Per la legge: “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”, cliccare su →Legge 6 giugno 2016 n. 106 .

Per approfondire oltre cliccare su →speciale provvedimenti. 

 

Luca De Franciscis

dottore commercialista

www.studiodefranciscis.it

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