Cotoniere: Cidec Salerno, impatto devastante su economia città

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centro-commerciale-cotoniere-1La Cidec Salerno esprime perplessità per la viabilità nell’area del nuovo centro commerciale a Fratte e auspica interventi immediati per scongiurare ripercussioni negative a tutta la città, zona orientale compresa. “Ci auguriamo davvero che le Cotoniere non segnino in modo definitivo e non più recuperabile il declino del piccolo commercio al dettaglio – sottolinea in una nota il presidente Giacomo La Marca – e auspichiamo interventi immediati per ridurre al minimo i disagi dei cittadini.

In questi giorni abbiamo registrato ripercussioni negative ovunque, dal centro fino alla zona di Fuorni, con il traffico paralizzato a scapito dell’abituale clientela dei nostri negozianti”.

La Cidec esprime anche perplessità sull’ennesima apertura: “I negozi, soprattutto le piccole botteghe, fanno parte del panorama e dell’identità delle nostre città – continua La Marca – il rischio e’ che Salerno diventi un semplice luogo di passaggio. bisogna dire basta all’apertura di queste enormi strutture che hanno un impatto troppo forte su una città che già sconta una forte crisi economica”.

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10 COMMENTI

  1. Tutti perplessi, che invocano il prefetto, l’opposizione contro il comune di Salerno, ma solo dopo l’apertura: e negli anni che ci sono voluti per costruire questo centro commerciale nessuno ha parlato. Il casino bisogna farlo prima se proprio si è preoccupati per le piccole attività commerciali, per la viabilità, per la sicurezza, se no si vuole solo cavalcare l’onda per propri fini.

  2. Che tempismo…. Sempre sul pezzo! Sembra quasi che dopo la quarta volta, capiscano al volo. Brava CIDEC senza di Voi il mondo sarebbe vuoto.

  3. Lo volete capire o no?Non si può chiedere allo Stato di tutelare i piccoli negozi,capisco gli artigiani,quelli tipici,ecc ma pretendere la tutela del negozietto di abbigliamento sotto casa che vende cinesate a prezzi gonfiati è aberrante.I commercianti se ne dovrebbero fare una ragione,centri commerciali ed internet hanno cambiato lo scenario nazionale,anzi,mondiale.Riqualificatevi,cambiate ambito ma sperare che qualcuno faccia qualcosa per voi è fuori dal mondo,non lo dico con cattiveria,guardate negli USA com’è cambiato il commercio e vedrete che a breve sarà così anche da noi,fatevene una ragione.Ci sono le luci,aprite una pizzeria,un b&b,fate voi.Mario

  4. Hai figli, caro Mario ? È probabile che il loro futuro sarà lavorare o aprire un bar o un b&b. . . Esaltante

  5. Salerno non è Milano Roma o Napoli,bisognerebbe tenerne conto quando si dà il via a questi Megacentri commerciali.Il negozietto sotto casa,oltre a tenere viva la città è utile per chi non può o non vuole spostarsi con l’auto. E non ultimo i piccoli commercianti sono anche necessari alle casse del comune con i vari balzelli che pagano.

  6. Mario, il commercio tradizionale è morto ? è una sua opinione. Ma la colpa è di tutta quella gente che ama comprare tonnellate di prodotti in eccesso rispetto alle proprie necessità e a basso costo, superdiscount. Qualcuno dirà che non ci sono i soldi?? io dico semplicemente: BALLE ! la piu povera famiglia che lamenta povertà che io abbia conosciuto, ha comunque uno smartfone a persona se non due, e di ultimo tipo, bambini compresi; e non solo, hanno il frigo pieno di schifezze a basso costo che neppure dovrebbero mangiare in quanto sovrappeso! Quindi, per quanto mi riguarda, lasciarsi influenzare meno dal basso costo e da queste luci dei centri commerciali sarebbe una buona soluzione. Senza dimenticare di comprare italiano e a chilometro zero, per quanto possibile.

  7. Sì,ne ho uno e vive e lavora a Londra da un bel pò,l’Italia per me è finita da un pezzo,io sto andando in pensione (pensione pagata interamente da me,sono libero professionista) e quindi del mio futuro me ne frego in parte.Se per te il futuro è sperare che lo Stato,il Comune o la Regione sborsino soldi per salvare attività commerciali abbiamo un’idea molto diversa del futuro e credo che rimarrai ampiamente deluso.Che le attività Salernitane queste siano non è una novità e visto il plebiscito di voti ricevuto dall’ultima amministrazione pare che i cittadini siano d’accordo.Se si spendono milioni per le luci e i centri commerciali non devi dare la colpa a me,né credo abbia senso lamentarsi a cose ormai fatte.Cosa proprone la cidec?Bombardare le Cotoniere?Se non siete contenti ci dovevate pensare quando avete avuto il potere di cambiare le cose (scheda elettorale alla mano).Mario

  8. Mario 14.35, concordo sul fatto che bisognava pensarci prima e che ormai non è assolutamente pensabile chiudere o spostare quell’attività (non sarebbe neppure giusto per chi ci ha investito a vario titolo);

    non concordo sugli aiuti di Stato: lo Stato non deve in nessun modo sborsare, come dici tu! deve “solo” evitare di (tar)tassare i piccoli commercianti, tutto qui!

    eh si, perchè le grandi catene sanno come evadere le tasse, hanno i mezzi e la possibilità, v.google, microsoft, apple per es., che pagano imposte come una media azienda italiana…

    questo ci sarebbe da fare, ma visto che i suddetti giganti continuano a macinare profitti al 20% di imposte (al massimo), mentre i piccoli sono tra il 45 e il 75%.. è ovvio che chiudono e non sono competitivi.. Lo Stato che sia tale (nessuno in questa europa con l’euro, al momento) non ha bisogno di “sborsare”; ma visto che non abbiamo una banca e non abbiamo una libertà nella politica economica, ecco che strozzati dalle leggi imposte da altri paesi per ii loro sporchi interessi da noi chiudono i piccoli negozi. In stati come la Francia è da sempre molto piu presente la grande distribuzione, per questo non è pensabile avere una politica economica unica in UE, ci sono troppe naturali differenze.

  9. I grandi centri commerciali aperti nei centri urbani sono l’anticamera della povertà e del degrado. Quando i piccoli negozi saranno definitivamente cancellati e il lavoro autonomo privato (per chi avrà ancora la fortuna di trovarlo) definitivamente precarizzato; quando tutti gli artigiani saranno scomparsi e tutti i beni di consumo saranno prodotti a basso costo in Cina e India e lì finiranno tutte le risorse degli acquisti a metà prezzo; con la stessa violenza toccherà spazzare via milioni di dipendenti pubblici, i cui stipendi, a quel punto, nessuno potrà più pagare. Ma forse già sta accadendo…quel giorno non sarò triste.

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