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Tifosi allo stadio: vincono Bari, Verona, Cesena, Salernitana e Perugia (di Antonio Sanges)

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Bari (174.170), Verona (154.867), Cesena ( 120.152), Salernitana ( 113.813) e Perugia (91.170) , risultano essere i club di serie cadetta , che al termine del girone d’andata del campionato in corso, hanno determinato, il piu’ alto numero di tifosi, presenti alle partite casalinghe, della propria squadra del cuore.

L’ideale classifica, delle presenze allo stadio continua come segue: Benevento (84.416), Spezia ( 77.876), Vicenza ( 75.391), Spal ( 74.414), Brescia ( 72.745), Avellino (70.000), Frosinone ( 65.962), Trapani ( 54.602), Pisa ( 53.913), Ascoli ( 49.003), Novara ( 43.795), Ternana ( 36.343), Cittadella ( 33.612), Entella ( 24.792), Pro Vercelli ( 28.866), Entella ( 24.792), Latina ( 23.825), Carpi ( 23.538). ( fonte Stadiapostcards)

Il numero  delle presenze allo stadio  appena evidenziati, rilevano come i club di calcio di serie B, per far aumentare i ricavi da stadio,marketing e merchandising,  devono attivare progetti aziendali finalizzati alla fidelizzazione dei propri tifosi.

Il valore dei “ricavi da stadio” della serie cadetta, non trovano riscontri positivi nei dati analizzati da Report Calcio 2016, secondo cui le “governance delle societa’ di calcio di serie B”,  al fine di evitare ai soci dei club di riferimento, ricapitalizzazioni per recuperare le perdite di esercizio, devono attivare progetti di bilancio in sintonia con la normativa del” fair play finanziario”.

Report Calcio 2016 , rileva che il “risultato netto aggregato dei club di serie B”, quantifica una perdita d’esercizio totale pari  a 90,8 mln di euro (valore esercizio precedente 74,4 mln di euro).

In relazione al “valore aggregato” di cui sopra , le singole  societa’ di  calcio cadette, al termine della propria stagione sportiva, determinano in media  , una perdita d’esercizio pari a  4,3 mln di euro (valore della perdita esercizio precedente 3,9 mln euro).

Dal punto di vista dei “costi di gestione”, il valore del personale tesserato in serie B,anche grazie alla norma limitativa, risulta essere pari a 7,9 mln di euro, valore che corrisponde al 51% del valore della produzione (il 7,4% in meno rispetto all’esercizio precedente), ed il valore degli ammortamenti si calcola per un importo pari a 2,3 mln di euro (esercizio precedente tale valore risultava essere pari a 3,0 mln di euro). ( Report Calcio 2016)

Nel “conto economico” della serie B: ricavi da stadio, sponsorizzazioni , ricavi commerciali e diritti televisivi, costituiscono il 43% del valore della produzione (nell’esercizio precedente tale dato risultava essere pari al 26%).

L’indicatore della “gestione operativa” dei club di serie B, risulta essere negativo per 24,1 mln di euro, tale situazione viene giustificata dal valore dei costi fissi di gestione, che risultano essere cresciuti piu’ del valore della produzione (quest’ultimo aumentato del 5% rispetto all’esercizio precedente).

Allo stato i club di serie cadetta, per cercare di migliorare l’indicatore di gestione operativa, per la stagione 2016/17, al fine di soddisfare i presupposti del fair play finanziario , hanno diminuito il costo degli stipendi dei propri calciatori .

Le societa’di seria B, che hanno pianificato  di raggiungere il “punto di pareggio tra costi e ricavi”, risultano essere Spezia (-2.50 mln di euro), Bari (- 2.10 ), Vicenza ( – 2.00), Latina ( – 1.50),Cesena (- 1.10),  Ascoli e Novara  ( – 1.00), Avellino (-800), Perugia (-600), Trapani (-400).

Brescia, Pro Vercelli, Salernitana e Ternana invece hanno attivato la scelta aziendale di non diminuire i costi societari legati agli stipendi dei calciatori. ( fonte La Gazzetta dello Sport)

Antonio Sanges dottore commercialista

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