Impianto sollevamento Caggiano: dipendenti minacciano di darsi fuoco

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Minacciano di darsi fuoco impugnando taniche di benzina e bombole gpl otto operai dell’acquedotto di Caggiano (Salerno). La protesta nasce dalla preoccupazione di perdere il posto di lavoro. Da tre mesi gli operai non percepiscono lo stipendio, ma continuano a lavorare assicurando il servizio idrico ai cittadini. La vertenza scaturisce dal cambio di gestione dell’acquedotto, attualmente affidato alla società “Consac gestioni idriche s.p.a.” che dovrebbe attuare dei tagli di personale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i Vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina (Salerno). Sull’argomento è intervenuto Giovanni Ferraioli della Femca Cisl Salerno: ”Continueremo a sostenere i dipendenti dell’impianto di Caggiano, nell’attesa che si risolva questa problematica e vengano tutelati i posti di lavoro”.

Da stamane, i nove lavoratori della centrale idrica di sollevamento di Caggiano, dopo tre mesi dall’assemblea indetta dalla Femca Cisl Salerno, per tutelare i dipendenti che hanno perso il posto di lavoro, gli stessi dipendenti di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi per cercare di trovare una soluzione allo stato di grave crisi in cui si sono ritrovati,  hanno con sé bombole di gas ed acido e minacciano di darsi fuoco. L’impianto fornisce acqua ai comuni del Vallo di Diano, che si trovano a nord del comprensorio: Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro, Polla, Pertosa, Caggiano e Salvitelle.

“Questa drastica decisione presa dai lavoratori è scaturita” –  ci comunica Ferraioli, della Femca Cisl, dalla decisione assunta dall’Assessorato al ciclo integrato della Regione Campania e dal dirigente del settore, di continuare sulla loro decisione di trasferimento delle Centrali di sollevamento all’Ato di competenza, senza prevedere alcuna salvaguardia occupazionale per i lavoratori dipendenti delle società appaltatrici”. “I nove operai – continua Ferraioli, hanno continuato a garantire il servizio, nonostante le lettere di licenziamento dalla società appaltatrice dell’impianto,  la  ditta Gar di Napoli, che a sua volta si è vista revocato l’incarico.

Sulla delicata questione – interviene Matteo Buono – segretario generale Cisl Salerno: “Mi appello alle Istituzioni, in primis alla Regione Campania, affinché, non si penalizzi ulteriormente un territorio con un già allarmante tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile. Ci auspichiamo che prevalga il buon senso..”

Ferraioli, continua: “Mi meraviglio che la Provincia di Salerno abbia mantenuto questa posizione di chiusura, mentre in altre Ato, come la Ato3, ad esempio a Sarno, la stessa vicendaha avuto epilogo positivo, con l’assunzione dei dipendenti da parte della società Gori.  Ed infine: “Continueremo a sostenere – sottolinea il sindacalista della Cisl, Ferraioli – i dipendenti dell’impianto di Caggiano, nell’attesa che si risolva questa problematica e vengano tutelati i posti di lavoro”.

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