Bullismo, un fenomeno ‘de-genere’ (di Tony Ardito)

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Il 7 febbraio, in concomitanza con la Giornata europea della sicurezza in rete ” Safe Internet Day”, si celebrerà la prima “Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”. Una iniziativa che contribuisce a focalizzare la attenzione su un fenomeno drammaticamente cresciuto negli anni e che colpisce soprattutto gli individui identificati come più deboli o addirittura diversi. Pleonastico ricordare che la violenza tende a generare violenza e complica il già tortuoso cammino verso una società inclusiva.

La scuola svolge un ruolo fondamentale nell’inserimento sociale di ciascun individuo; essa ha, fra gli altri, l’importante compito di mediare i rapporti sociali in modo da evitare pregiudizi, intolleranze e discriminazione, nonché di orientare ed inculcare, nello scolaro prima e nello studente poi, la cultura del confronto e del reciproco rispetto. Tra i banchi si sviluppa il senso di comunità e si gettano le basi sulle quali forgiarne quello di appartenenza.

Tuttavia, talvolta il ragazzo preferisce farsi ammaliare dall’inganno della legge del più forte e così colui o coloro che appaiono non omologati o dissimili divengono oggetto di scellerata esclusione, di scherno, di violenza. E’ davvero interessante notare come nel bullismo i ruoli talvolta possano addirittura sovrapporsi sino a confondersi.

Nel 2014-15, il 6 % degli adolescenti che frequentano la seconda classe delle scuole superiori ha dichiarato sia di aver subito, con cadenza settimanale o giornaliera, atti di bullismo sia di aver praticato tali comportamenti nei confronti di altri studenti con eguale frequenza. La percentuale è più alta tra gli studenti immigrati: 9,5 % contro il 5,7 % degli studenti italiani. Si può e deve rispondere alle umiliazioni derivanti dalle aggressioni psicologiche o fisiche subite in maniera diversa, ma questo richiede opportuno sostegno.

Arginare tale fenomenologia diviene sempre più complicato perché sovente essa travalica le mura scolastiche, fino ad insinuarsi attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, come i social, mediante cui gli adolescenti possono veicolare di tutto e spesso senza inibizione alcuna.

Ben venga dunque la giornata contro il bullismo ed ogni iniziativa – vedi la proposta di legge sul Cyber bullismo – volta a contrastare un qualcosa che va affrontato con assoluta conoscenza e competenza, ancorché con necessario equilibrio e determinazione.

Colui che è spettatore, anzi testimone, svolge un ruolo fondamentale e  la sua indifferenza o i suoi silenzi possono renderlo complice, anziché censore. Ma è la società nel suo insieme e sono le istituzioni nelle proprie articolazioni a dover mantenere alta la asticella della attenzione, a dover affermare il primato della legalità, a dover salvaguardare i diritti di tutti e di ciascuno, a partire da quelli dei più deboli.

 

editoriale a cura di Tony Ardito.

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