Champions: sogno Napoli dura poco, poi è rimonta Real

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Il 7 marzo al San Paolo servirà un mezzo miracolo al Napoli per ottenere la qualificazione ai quarti di finale di Champions League. Finisce 3-1 per il Real con il Napoli che esce si a testa alta per l’impegno e la buona volontà, ma che delude un po’ chi si sarebbe aspettato maggior coraggio e sfrontatezza e soprattutto una migliore organizzazione in campo.

La squadra di Sarri, forse perchè intimorita dagli avversari o anche per la forza effettiva del Real, si snatura, non ritrva se stessa, non riesce a fronteggiare, soprattutto a centrocampo, gli uomini di Zidane. La partita in verità si mette subito sui binari giusti per il Napoli, grazie ad un’invenzione di Insigne che, dopo soli sette minuti di gioco trasforma in gol, un’imbucata centrale di Hamsik, con un tiro ad effetto da 35 metri che sorprende Navas. Il vantaggio degli azzurri scatena la rabbia dei padroni di casa che riversano ad ondate continue nell’area di rigore del Napoli. Il vantaggio del Napoli resiste solo per 11 minuti.

Un’azione sulla destra di Rodriguez prepara il traversone di esterno destro di Carvajal. Albiol si fa scavalcare dal pallone e Benzema lo devia in fondo alla rete con un colpo di testa. Il Napoli ha grosse difficoltà sull’impostazione dell’azione dopo la conclusione dell’azione madrilena. Gli uomini di Zidane aggrediscono i centrocampisti azzurri e chiudono tutte le linee di passaggio. E’ così estremamente complicato far arrivare rifornimenti a Mertens che rimane troppo spesso fuori dal gioco. D’altro canto Insigne e Callejon non riescono ad essere propositivi come al solito perchè troppo impegnati a raddoppiare rispettivamente con Ghoulam e Hysaj, impensieriti in continuazione dalle incursioni di Rodriguez e Ronaldo. Il Real sfiora in un paio di occasioni il raddoppio ed in particolare nel finale del primo tempo, una conclusione di Benzema, su traversone di Ronaldo, tocca la base del palo e si spegne oltre la linea di fondo.

L’inizio del secondo tempo è drammatico per il Napoli che in nove minuti va due volte sotto con i gol di Kroos (4′) e Casemiro (9′). Il Napoli paga in questa fase l’incapacità di modificare il proprio modo di giocare, fatto di uscite ragionate dalla propria area di rigore. Un peccato di presunzione commesso contro una squadra, il Real Madrid abituata a non concedere nulla agli avversari.

I padroni di casa riducono la loro spinta con il trascorrere dei minuti e la difesa azzurra trova le misure per evitare il tracollo. Nella seconda parte della ripresa gli azzurri riprendono così fiducia e sfiorano il secondo gol con una conclusione di Mertens che supera di poco la traversa. Nel finale Sarri manda in campo anche Milik, al suo ritorno dopo l’infortunio al ginocchio. Ma il Napoli non riesce a trovare più la strada del gol. Se ne riparlerà il 7 marzo al San Paolo, ma servirà un mezzo miracolo.

DE LAURENTIS ATTACCA IL MISTER. Il 3-1 del suo Napoli al Bernabeu lo ha sorpreso in negativo, non tanto per il risultato quanto per l’atteggiamento. tanto basta al presidente Aurelio De Laurentiis per attaccare tutti. Dai microfoni di Premium Sport, il n.1 del club azzurro è un fiume in piena, e tira in ballo – anche senza mai nominarlo – anche con il tecnico Maurizio Sarri: “Non voglio entrare nel merito delle scelte e non mi permetto di dare consigli – le sue parole – Posso non condividere alcune scelte fatte ma me lo tengo per me. Non dico che avrebbe dovuto giocare Milik al posto di Mertens.

Il problema è che si dovevano trovare delle alternative prima della Champions. A me non interessa vincere sempre in campionato perché poi in Serie A puoi recuperare, però la sperimentazione di tutti e 26 i giocatori mi permette di capire gli acquisti, i moduli e tutto il resto. Se no arriviamo alla fine del campionato con qualcuno che non ha mai giocato”, la puntualizzazione critica di De Laurentiis. Si cerca sempre di difendere le loro posizioni – ha aggiunto – mentre va difesa solo la posizione della società.

E’ fondamentale capire se posso contare sul quel giocatore o no, invece così alcuni giocatori non giocano mai e io non potrò capire se ho sbagliato o meno a investire quelle cifre”. Troppa differenza tecnica con il Real Madrid? “Io – risponde il n.1 del club – non credo che ci sia questa grossa differenza di qualità perché i giocatori del Real hanno stipendi assurdi e impensabili. Questa sera è mancata la precisione e l’aggressività. Se noi pensiamo che ogni volta giocando con la linea alta vogliamo battere tutti sbagliamo: in certe gare dovremmo usare una tattica diversa ma queste sconfitte sono salutari perché ci fanno crescere. Noi abbiamo giocatori che ci invidiano tutti e mi arrivano molte offerte che io rimando al mittente. Noi siamo una società giovanissima, siamo partiti dalle ceneri e il fatto di essere da 7 anni consecutivi in Europa significa che stiamo lavorando benissimo”.

SARRI. “Abbiamo perso contro la squadra campione del mondo, con un potenziale offensivo enorme, mi dispiace solo che questa sera abbiamo sbagliato più del solito. Al ritorno imposteremo la partita per vincere 2-0, ma dipenderà anche da loro”. Maurizio Sarri, tecnico del Napoli, cerca di prendere con filosofia la sconfitta del Bernabeu e non si nasconde le difficoltà in vista della partita di ritorno al San Paolo. “E’ chiaro che dobbiamo giocarci le poche possibilità che abbiamo di passare il turno – dice ancora il tecnico – , ma dovremo certamente sbagliare di meno. E’ chiaro che sarà difficilissimo, perchè si parte dal presupposto che di fronte avremo una squadra che di solito segna e quindi noi dovremo farne tanti. La verità è che qui avremmo dovuto fare di più, e ciò ci dà anche speranze per la partita di ritorno”.

Cosa pensa Sarri delle parole di De Laurentiis? E’ davvero mancata la ‘cazzimma e si è insistito troppo su giocatori schierati fuori ruolo? “Io sono tutti i giorni a Castel Volturno – risponde – e sono io che decido. Poi il presidente può avere le sue idee ed esprimerle. Certo sono più contento se le esprime con me. E’ difficile valutare la ‘cazzimma’ di una squadra che sbaglia troppo dal punto di vista tecnico. Io partirei dal punto che contro il Real Madrid non si possono perdere 30-40 palloni nella propria metà campo. Non ho sperimentato? Ho perfino fatto giocare Milik, che al momento non ci può dare spezzoni di partita più lunghe, ed è palesemente non ancora prontissimo. L’ho scelto per la panchina perché è un ragazzo talentuoso, e se poi l’ho fatto entrare la responsabilità è mia. Pavoletti in tribuna? Con la panchina a 18 le scelte sono obbligate, e non vedo pewrchè si debba fare per forza polemica”.

“La follia nei miei non l’ho vista, se si sbaglia così tanto – continua Sarri – è anche difficile avere il coraggio che si deve avere. Se perdi palla al secondo passaggio è difficile fare una ripartenza. A volte davanti a noi avevamo delle praterie, ma non abbiamo sfruttato questo fatto”. Ma il Napoli può stare al tavolo delle più grandi? “Contrariamente al risultato, penso di sì. Il Real ha fatto la sua miglior partita degli ultimi 3 mesi e io lo so perché le ho visto tutte. Ma se noi giochiamo ai nostri migliori livelli non siamo lontanissimi. Mertens attaccante? si è fatta di necessità virtù, ma questa sera pur non giocando la sua miglior partita ha costruito due palle gol e non mi sembra poco”.

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3 COMMENTI

  1. E’ stato l’intervento di Maradona negli spogliatoi a destabilizzare il gruppo. Ha tolto concentrazione e il tempo utile a Sarri di dare le proprie “dritte” tecniche.

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