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Salernitana, Minala non vuole più fermarsi

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Di lui, fino ad oggi, si è parlato di più dei dubbi relativi all’età (c’è stata finanche un’indagine federale che s’è chiusa favorevolmente per il calciatore e per la sua società d’appartenenza, la Lazio) più che per le sue doti calcistiche. Ma ora Minala vuole far ricredere tutti sul suo conto. Dopo essersi messo in mostra nelle fila della Primavera, con Bollini allenatre, il camerunense a Bari non ha fatto malissimo, ma non gli è bastato per meritarsi la chance di mettersi in mostra nella prima squadra capitolina. Nella passata stagione, invece, il centrocampista classe ’96 non è riuscito a confermarsi.

Il nuovo prestito, stavolta al Latina, qualche infortunio, 3 sole presenze, un ritorno a Bari non del tutto voluto e un girone di ritorno vissuto praticamente da separato in casa, hanno rallentato il suo processo di crescita. Minala è tornato alla Lazio, ma è rimasto ai margini del progetto: il mediano è stato costretto ad allenarsi con i tanti furoi lista a Formello e lavorare da solo, senza poter giocare gare ufficiali, non è mai facile. Per questo, quando gli è stata prospettata la possibilità di trasferirsi a Salerno non ci ha pensato su due volte, ha rinunciato alla possibilità di partecipare alla Coppa d’Africa e s’è trasferito armi e bagagli in granata.




Inutile dire che la presenza di Bollini sulla panchina dei campani ha favorito l’operazione ed ha agevolato il suo inserimento in squadra. Dopo essere rimasto in panchina contro lo Spezia ed a Verona, visto che era ancora alla ricerca della migliore condizione fisica dopo una lunga inattività, Minala è stato gettato nella mischia contro il Novara, complice l’infortunio occorso a Della Rocca. Il coloured non ha demeritato affatto e per questo motivo Bollini lo ha confermato tra i titolari anche nella gara vinta a Vicenza e sabato scorso, contro il Cesena, Minala si è tolto lo sfizio di segnare il suo primo gol in maglia granata.

Non una novità per il camerunense, che sia a Bari che a Latina ha già dimostrato di avere un certo feeling con la porta avversaria, grazie alla sua capacità di muoversi senza palla e di inserirsi negli spazi. Minala, ancora un po’ a corto di fiato, ha dimostrato di poter dire la sua sia come interno che come centrale in mediana (quando la benzina comincia a scarseggiare). Anche a Trapani il prodotto del vivaio della Lazio dovrebbe giocare dal primo minuto e in molti lo vedrebbero benissimo in coppia con Odjer, per un centrocampo tutto africano all’insegna dei muscoli, della corsa, della voglia di imporsi.

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