Maraio sulla ‘dolce morte’ di dj Fabo: ‘Solleciterò la Regione’

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È datata ottobre 2015 la proposta di legge sottoscritta dal consigliere socialista Vincenzo Maraio e dal gruppo consiliare Campania Libera, PSI e Davvero Verdi in merito alle “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento”, meglio conosciute con l’acronimo DAT e che oggi ritornano alla ribalta della cronaca con l’annuncio della morte di dj Fabo che in Svizzera si è sottoposto al suicidio assistito.

Il consigliere regionale Enzo Maraio ha scelto facebook per rilanciare, ancora una volta, il dibattito finalizzato all’approvazione della legge. “Bisogna riprendere seriamente in Parlamento la legge sul fine vita, sulla scia del lavoro fatto per il “Dopo di noi” e per le altre leggi approvate in materia di diritti civili. In Campania, nel mese di ottobre 2015, d’intesa e su proposta dei Radicali Italiani e della segreteria nazionale del PSI, ho presentato insieme agli altri consiglieri regionali del gruppo, una proposta di legge sul fine vita e sull’istituzione del registro delle “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. È ormai necessario e non più procrastinabile una risoluzione normativa della materia: bisogna far scegliere ai singoli individui la propria fine”.

Maraio da un lato sollecita il Parlamento ad affrontare la discussione “partendo dalle proposte che sono accantonate nei consigli regionali e in seno allo stesso Parlamento”, dall’altro insiste affinché lo stesso venga fatto in Consiglio regionale della Campania. “Depositerò, a breve, un sollecito per avviare quanto prima l’iter di discussione ed approvazione della nostra proposta di legge”.

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2 COMMENTI

  1. Solo Dio può dare e togliere la vita, questa è la frase fatta che nasconde una serie di porcate ed interessi economici, altrimenti questa legge sarebbe stata emanata da tempo immemore. Ho visto molte persone soffrire attaccate ad un respiratore ed impotente nessuno poteva fare qualcosa per porre fine a questa sofferenza. Non dovrebbero decidere solo i malati terminali ma anche i familiari per il bene del malato. Dovrebbe essere obbligatorio esprimere un parere per iscritto per tutti quelli che hanno compiuto i 18 anni, perché ognuno dovrebbe essere libero di poter scegliere se sopravvivere in condizioni estreme di dolore o in caso di coma irreversibile oppure chiedere di anticipare il passaggio verso la nuova vita o per chi non ci crede la morte fisica.

  2. ivan: non sono molto d’accordo. Per me è proprio quello il più grande errore, mettere Dio-religione (tutte) al centro della discussione riguardo questo argomento. Ma da ENTRAMBI i punti di vista!

    Per me sbaglia chi dice “NO perchè lo ha detto Dio”, ma pure tutti coloro che affermano che è giusto farlo, solo per andare contro ciò che afferma la religione. Le porcate, come le chiami tu, ci sono da entrambi i lati, anche in quelli che vorrebbero staccare tutto dopo magari 48 ore di coma.. sono centinaia i casi di persone ripresesi dopo giorni di coma.. li vorresti tutti morti? sei sicuro che loro erano incoscienti completamente? sei sicuro che in QUEL momento quelle persone avrebbero voluto DAVVERO morire??? come fai a dirlo?

    Forse ignori o dimentichi i tanti casi in cui questi pazienti, che per molti sarebbero dovuti morire, una volta risvegliatisi hanno riferito che erano coscienti (per alcuni sensi) di ciò che veniva detto o che accadeva attorno a loro.. In quei casi non pensi che sarebbe stato un omicidio?

    A mio avviso è una questione che attiene ESCLUSIVAMENTE alla coscienza e alla volontà del singolo, contro la quale nessuno deve poter mettere limiti. In questo caso, ad esempio, penso che sia stata la cosa più giusta per il semplice fatto che LUI, fino all’ultimo, con una PROPRIA decisione e u n proprio gesto, ha posto fine alla PROPRIA vita/sofferenza/malattia. Idem per il caso Welby.

    Il problema quindi si pone dei casi in cui questa volontà non può essere manifestata.. vedi il caso Englaro, dove non mi risulta che lei abbia manifestato alcuna volontà nell’esatto momento “finale”..

    e nessun valore ha, per me, un eventuale testamento biologico magari fatto anni addietro: tutti possiamo cambiare idea e nessuno di noi può sapere cosa penseremo nel momento in cui sarem(m)o costretti a prendere una decisione nel merito.

    Io a 16 anni posso pensare che una vita senza uscire di casa e sempre a letto sia una non-vita, ma poi a 80, bloccato a letto, magari con tanti nipotini attorno, posso pensare cose ben diverse.

    Neppure si può dire che non è vita quella, soprattutto non possiamo dirlo noi dall’esterno, in quanto questo ragionamento potrebbe portare alla creazione di una razza pura, ariana, superuomo e via dicendo. Eh sì, perchè il confine tra vita e morte è flebile, come pure è indefinito quello tra una vita normale e una che non lo è.
    Come stabilire quando porre fine ad una vita? quando si è fermi in un letto? quando si è ciechi? muti? senza gambe? Ma soprattutto, CHI deve stabilire lo stop??? in base a cosa? Non si può addurre come motivazione una più o meno vaga affermazione dell’interessato magari di decenni addietro..
    Ma non solo, sono tantissimi i casi di persone che si sono risvegliate dopo un coma di mesi o addirittura anni, riprendendo una vita quasi normale.
    Il coma irreversibile non è mai tale, non è definito in maniera univoca.. e poi la scienza progredisce..
    Secondo questo modo di pensare, quindi, Stephen Hawking dovrebbe essere già sotto terra da decenni.. eppure è tra i maggiori fisici teorici di sempre, ancora in attività, e comunica solo tramite sintetizzatore vocale: questa non è vita?

    Sofferenza di persone attaccate a un respiratore? chi può dirlo? c’è qualcuno che può affermare con assoluta certezza quali siano le sensazioni in quei casi? in tutti quei casi? molto probabilmente non si sente nulla dal punto di vista del dolore.. e poi c’è la sedazione.. senza considerare che in molti casi viene spento il respiratore ..semplicemente.. senza che nessuno sappia nulla.. e senza creare casi mediatici..
    Coloro che lavorano in rianimazione sanno benissimo quello che avviene di fatto..

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