Imprese: 21 sindaci dicono no alle Fonderie Pisano nel Sele Tanagro-Alburni

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L’ipotesi di delocalizzazione nell’area del Sele-Tanagro e Alburni le Fonderie Pisano di Salerno non piace ai 21 sindaci del comprensorio che esprimono le loro volontà in un documento congiunto di protesta: “Ribadiamo la nostra contrarietà al trasferimento dello stabilimento salernitano. La presenza di Aree SIC e ZPS, nonché di oasi, parchi ed enti naturalistici di valenza regionale e nazionale, rende irrealizzabile la collocazione di industrie pesanti e dall’alto impatto inquinante nel nostro territorio”.

Nello stesso documento, i primi cittadini annunciano l’invio, ai competenti enti, di specifiche relazioni tecniche a testimonianza dei sistemi vincolistici insistenti sulla loro area di competenza e le conseguenti compromissioni negative, in caso di allocazione delle Fonderie Pisano, delle filiere turistiche, agricole, culturali, naturalistiche, ambientali ed enogastronomiche che caratterizzano i comprensori del Sele-Tanagro-Alburni.

L’opificio collocato nel quartiere Fratte di Salerno nel giugno del 2016 fu posto sotto sequestro per inquinamento ambientale prodotto, tra l’altro, per scarico di acque reflue inquinanti, gestione illecita di rifiuti speciali anche pericolosi ed emissioni nocive in atmosfera.

A firmare il documento sono stati i sindaci dei comuni di: Auletta, Buccino, Caggiano, Campagna, Castelnuovo di Conza, Contursi Terme, Calabritto, Caposele, Laviano, Oliveto Citra, Palomonte, Petina, Pertosa, Ricigliano ,Romagnano al Monte, Salvitelle, San Gregorio Magno, Santomenna, Sicignano degli Alburni, Senerchia e Valva.

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3 COMMENTI

  1. Ma nell’incontro del 3 Marzo scorso in Regione non si era detto che servivano 15 giorni per ridurre a 2/3 i siti individuati in cui delocalizzare?
    15 giorni sono passati, altri ne passeranno……al momento c’è solo l’ennesimo rifiuto.
    Insomma nulla di nuovo, la solita farsa.

  2. questi sono i risultati per i quali dobbiamo ringraziare i comitati degli scienziati del kaiser e i comitati della “brava gente”, sempre pronti a fare guerre di religione e a bloccare tutto….e la gente va in mezzo alla strada! Poi, una volta che arriva in mezzo alla strada, e prova ad arrangiarsi alla speraindio, a quel punto ci scriverà il solito cojone di ritorno, che, rigorosamente a panza piena, ci dirà quant’è brutta la strada della sua infanzia, quant’è brutto il corso, il lungomare….etc.etc. Grandi pezzi di….!!

  3. C’era una volta, sino al 2006/2008 un bel comprensorio industriale, oggi, purtroppo, in via di dismissione; perchè non si prova a fare qualcosa lì. Oltre tutto l’interlocutore politico è a colori…

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