Napoli: aumenta tassa di soggiorno, turisti ed operatori disorientati

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A Napoli dal 1 aprile  è aumentata la tassa di soggiorno ma i maggiori portali internazionali di prenotazione non lo sanno, operatori e viaggiatori disorientati. “È già difficile tenersi questo aumento perché complicato spiegarlo ai nostri turisti, sopratutto stranieri, che ci cercano online e che non comprendono l’aumento al momento in cui sono obbligati a versarla presso le nostre strutture – dichiara il presidente Abbac Agostino Ingenito – Come si sa noi siamo sostituti di imposta per conto del Comune e siamo obbligati a prelevare gli importi e tenendo conto delle esenzioni e prescrizioni previste e compilare moduli e fare bonifici all’ente ogni sei mesi”.

Dall’associazione fanno rilevare che ci sono casi clamorosi come booking.com e Airbnb che non hanno aggiornato i profili delle proprie strutture iscritte e che pertanto non hanno modificato il cambio di prezzo che ora è di 2 euro a notte per tutte le tipologie ricettive extralberghiere come case vacanza, affittacamere e b&b.

“È imbarazzante dover trattare il costo del soggiorno per un’imposta disposta dall’ente per sue esigenze ed aumentato in un momento assai particolare come questo, quando per fortuna abbiamo più prenotazioni su Napoli – commenta Ingenito – Avevamo espresso dubbi su questo aumento avvenuto nel corso dell’anno, l’Assessore al Turismo aveva pure annunciato sinergie con questi portali che a quanto pare sembrano evaporati se non è riuscito neppure ad informarli dell’aumento della tassa. Ribadiamo ora più che mai che venga  riconosciuto il lavoro extra che dobbiamo effettuare per adeguarci alle modalità imposte dal software che l’ente ha introdotto – dichiara Ingenito – come operatori extralberghieri vogliamo usufruire delle agevolazioni offerte agli alberghi che possono trattenere per se fino al massimo del 3% le quote spettanti per l’impiego orario di un dipendente che compili i format del software”.

Per tale ragione l’Abbac informa che si sta  attrezzando  per garantire il servizio agli associati, e prevedendo il riparto spettante per il lavoro di compilazione del software imposto. Si tratta di molti dati che l’ente richiede oltre al contestuale invio del bonifico, ore di lavoro che si aggiungono alla notifica delle persone alloggiate come per gli aggiornamenti istat che costringono gli operatori ad adempimenti che i tanti abusivi non effettuano.

“Auspichiamo che l’Amministrazione provveda ad eseguire quei controlli che abbiamo chiesto a più riprese – continua Ingenito – Siamo pure disposti a farlo per il Comune se condivide un protocollo di intesa ma è ormai intollerante accettare che vi siano centinaia di speculatori ed abusivi che sono presenti in rete e che offrano camere a prezzi fuori mercato, intascando pure abusivamente la tassa di soggiorno per dare parvenza di legalità agli ignari ospiti”.

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3 COMMENTI

  1. Ormai l’Italia è tornata al Medioevo….non c’è giorno che passi senza che i vari signorotti locali vassalli(sindaci,presidenti di province e regioni) del potere centrale nazionale provvedano ad aumentare i vari tributi locali con i quali foraggiano le loro spese surpeflue visto che sono sempre in rosso………….e nessuno dice o fà nulla…….non rimane che scappare da un paese indegno e incivile……..

  2. Dpoc’è lo scandalo? In tutti i visggi che ho fatto ho pagato tasse di soggiorno. I comuni hanno spese generali che i residenti pagano con le imposte locali, chi viene in vacanza usufruisce degli stessi servizi ma non paga nulla. Ovunque si pagano da 1 a 3 euro e considerato che una camera di hotel costa una cifra che oscilla tra 40 e 95 euro (indagine su hotel a due, tre, quattro stelle) non saranno certo due euro a pesare. Che differenza c’è tra una camera a 65 o a 67 euro? La verità è che pretendiamo che tutti faccino tutto per noi, e come se ne traggono le conseguenze e dobbiamo contribuire iniziano le lamentazioni. Ma siamo seri …..

  3. Scusatemi l’errore di digitazione: “faccino” lo dice il buon Fnatozzi; ovviamente era “facciano…”

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