In centinaia per l’addio al tabaccaio ucciso e sposato con una donna di Sarno

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Centinaia di persone hanno riempito la chiesa di Pieve di Budrio per l’ultimo saluto a Davide Fabbri, il barista 51enne ucciso la sera dell’1 aprile durante un tentativo di rapina nel suo bar a Riccardina di Budrio.

Alla cerimonia erano presenti i famigliari della vittima, tra cui il padre Franco e la moglie Maria, originaria di Sarno ed in lacrime per tutto il funerale. La vedova, all’uscita della chiesa, ha avuto un malore. Tante le persone che hanno portato le loro condoglianze alla famiglia Fabbri.

Alcuni sono riusciti ad entrare in chiesa, altri sono invece dovuti rimanere all’esterno. Tra i presenti anche il sindaco di Budrio, Giulio Pierini (che poco prima era stato anche alla camera ardente, all’ospedale), il questore di Bologna, Ignazio Coccia, il prefetto Ennio Mario Sodano, i comandanti provinciali della Guardia di finanza, Luca Cervi, e dei carabinieri, Valerio Giardina, ed Enrico Postacchini e Giancarlo Tonelli, rispettivamente presidente e direttore di Ascom Bologna.

“Una vita spezzata dall’odio”, quella di Davide Fabbri, secondo don Carlo Baruffi, parroco di Pieve di Budrio, che ha celebrato la funzione. Durante il funerale sono stati anche letti due messaggi, uno del vescovo di Bologna, Matteo Zuppi, e uno di Giuseppe Canfora, sindaco di Sarno, in provincia di Salerno, città d’origine della moglie di Fabbri.

Zuppi ha definito la morte del 51enne come “un terremoto per noi tutti”, mentre Canfora ha descritto la vittima come “una persona semplice che ha speso la sua vita per gli altri”. A Budrio è stata proclamata per oggi una giornata di lutto cittadino. I negozi della città, inoltre, sono rimasti chiusi dalle 15 alle 16.30, “una manifestazione di solidarietà e vicinanza alla famiglia”, ha spiegato il primo cittadino di Budrio.

“Siamo scossi – ha detto ancora Pierini – tuttavia passata questa giornata di lutto la comunità ripartirà”. “Il territorio – ha concluso il sindaco di Budrio – è battuto palmo a palmo per trovare il killer. Ci affidiamo alle forze dell’ordine e chiediamo che si assicuri alla giustizia quanto prima”.

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