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Napoli: giunta comunale autorizza querela a sindaco Cantù

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La Giunta comunale di Napoli autorizza il sindaco di Napoli a querelare, per diffamazione a mezzo stampa, il primo cittadino di Cantù, Claudio Bizzozero. L’Amministrazione, si legge nella delibera n. 179 dell’11 aprile scorso a firma dell’assessore all’Avvocatura, Enrico Panini, “ritiene, infatti, che i post pubblicati da quest’ultimo sulla sua pagina Facebook, nei giorni 21 e 22 marzo 2017, siano fortemente denigratori nei confronti dell’immagine della nostra città e che tali asserzioni

[“… Napoli è una fogna infernale (…) dalla quale mi tengo ben lontano” e “Napoli è una città sporca, inquinata, criminale, mafiosa, corrotta, degradata, clientelare, parassitaria e incivile…”] non possono essere scriminate mediante l’esimente del diritto di critica, visto anche l’ampio livello di diffusione nazionale e internazionale del social Facebook”.

La Giunta ha, pertanto, “dato mandato all’Avvocatura comunale di predisporre il relativo atto di querela e di depositarlo nelle competenti sedi giudiziarie”.

Si dice “sorpreso” e “dispiaciuto” il sindaco di Cantù Claudio Bizzozero, esponente di una lista civica e agli ultimi giorni del suo mandato (non si ricandida), alla notizia della querela autorizzata dalla giunta comunale di Napoli per le sue affermazioni su Facebook.

“Nelle mie parole non c’era alcun intento diffamatorio, specie nei confronti della popolazione. Ho parlato di “città” e da parte mia non c’era soprattutto intento razzistico o xenofobo, che non fa parte della mia cultura personale.

Sono sorpreso perché mi sono già ampiamente scusato, anche in occasione della mia visita in municipio a Napoli invitato da due consiglieri comunali, e sono spiaciuto che tante persone perbene si siano offese.

Ci sono napoletani perbene e no, come ci sono canturini perbene e no”. “Le mie parole erano in una forma provocatoria – aggiunge Bizzozero – ma la comunicazione è fatta anche di provocazione.

‘Fogna’ è una parola volutamente forte, ma il mio intento era quello di far emergere uno stato di fatto, non solo della città di Napoli ma dell’intero Paese, di cui Napoli è un emblema. Ho voluto accendere i riflettori su un problema che riguarda un intero, sedicente, Paese. Invito il sindaco De Magistris a esaminare ogni singolo termine: Napoli è sporca o no? C’è illegalità o no? Parliamone. Con le mie parole ho solo fotografato una realtà che in Italia si deve però far finta che non esista, perché è il regno dell’ipocrisia”.

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