Reddito di inclusione sociale. Accelerata per i bisognosi (di Luca De Franciscis)

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Il Presidente Gentiloni con un comunicato congiunto del 14 aprile 2017, tenuto con il Ministro Poletti e l’associazione “Alleanza contro la Povertàha firmato a palazzo Chigi il Memorandum di intesa sul Reddito di inclusione.

La cerimonia ha visto la presenza di molti partecipanti, tutti interessati a supportare l’intervento del legislatore che, su questo importante argomento, ha già emanato la Legge 15 marzo 2017, n. 33 entrata in vigore il 25-03-2017 in Salerno notizie del 3 aprile.

Un lavoro congiunto contro la povertà che ha trovato un punto di intesa con le parti sociali e un sicuro sbocco per alleviare i disagi di più deboli. L’intervento del Presidente Gentiloni è stato semplice, chiaro, accorato e sentito.

Per meglio percepire l’intensità di come ha posto l’argomento, sul quale ha promesso di ritornarci, riportiamo parte dell’intervento.

La crisi attraversata una decina di anni, la crisi più grave dal dopo guerra, ci ha lasciato un incremento dei numeri della povertà molto rilevante. Questo per chi governa dev’essere un assillo costante. Riconoscere il problema.

Ritiene il Presidente Gentiloni che tra i meriti dell’Alleanza contro la Povertà ci sia il merito di aver alimentato nella società, nell’opinione pubblica, un atteggiamento esigente nei confronti delle Istituzioni, su questo problema, e questo atteggiamento della opinione pubblica ha contribuito a rendere le Istituzioni più presenti, più attive.

Quello di oggi è un primo risultato ed è la prima volta che l’Italia si dota di uno strumento generale, universale, che vale su tutto il territorio nazionale. Il reddito di inclusione. Il parlamento ha approvato la legge delega, i decreti legislativi saranno approvati entro la fine del mese.

Ci saranno passi ulteriori nei prossimi anni che devono allargare la platea dei destinatari di questa misura, attraverso la estensione al Fondo Nazionale per la povertà, e devono lavorare per aumentare anche i benefici di cui i destinatari sono titolari. Dobbiamo rivendicare con orgoglio che è merito del governo di questi anni, del governo guidato dal Presidente Renzi.

Si è passati da fondi iniziale sperimentale di circa 200 milioni, e oggi con un fondo di circa 2 miliardi. Ha una misura strutturale che nei prossimi anni può crescere. Si rivolge ai nuclei familiari e interessa circa 2 milioni di persone e tra queste c’è una quota molto rilevante di circa 7/8 mila minori che nel reddito di inclusione sono stati privilegiati.

Non c’è dubbio che intervenire sui disagi di tanti, e in modo particolare sulla povertà e sui disagi che colpiscono i minori, ha un significato dal punto di vista sociale straordinario, perché prendersi cura della povertà dei minori, significa attaccare alla radice il problema della diseguaglianza, che è un problema tutt’altro cha abbandonato.

Si potrebbe dire un problema emergente delle nostre società moderne, contemporanee, votate all’innovazione che devono fare i conti sempre di più con la questione delle diseguaglianze, e se non si interviene su questa questione partendo dai bambini, dai ragazzi, dai minori è molto difficile poi lavorare per la riduzione delle diseguaglianze sul piano culturale.

Al centro di questa operazione c’è il valore della dignità.

Non stiamo facendo un’operazione soltanto di trasferimento economico, stiamo cercando di rendere alcune centinaia di migliaia di persone protagoniste di un percorso di inclusione, di recupero di ruolo sociale e quindi stiamo lavorando sul tema fondamentale della dignità.

Stiamo lavorando su una delle libertà alle quali dobbiamo essere affezionati che è la libertà dal bisogno.

Per ascoltare l’intero intervento del Presidente Gentiloni cliccare QUI.

I punti d’intesa raggiunti sono sette, e riguardano:

  1. I criteri di accesso dei beneficiari (superamento dell’utilizzo esclusivo dell’ISEE del richiedente; affiancamento di una soglia di accesso legata al reddito disponibile);
  2. I criteri per stabilire l’importo del beneficio (differenziato in base al reddito disponibile; commisurato al numero di componenti il nucleo famigliare);
  3. I meccanismi per evitare la “trappola” della povertà (il beneficio è definito in modo da evitare disincentivi al lavoro; l’obiettivo è costruire una misura effettivamente inclusiva e non uno strumento che spinga le persone a rimanere inattive);
  4. Il finanziamento dei servizi per l’inclusione (previsione di affiancare al contributo economico un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa realizzato attraverso il finanziamento strutturale dei servizi di inclusione sociale connessi al REI);
  5. L’affiancamento ai territori e il supporto tecnico (attraverso una struttura nazionale permanente);
  6. Il monitoraggio (raccolta dati e definizione degli indicatori per la verifica dell’efficacia);
  7. La forma di gestione del Reddito di inclusione (promozione della gestione associata dei servizi sociali da parte dei Comuni).

Nel Memorandum si legge anche:

“Si ritiene che la soglia ISEE adeguata al di sotto della quale si può accedere alla misura non debba essere inferiore a 6.000 euro, una soglia che si colloca ben al di sopra di quella usata per la misura attualmente sperimentata (il SIA) ed in posizione intermedia rispetto a quelle usate nelle altre due misure vigenti contro la povertà (Social Card ed Asdi).

Con riguardo al reddito disponibile (ISR, tenuto conto della scala di equivalenza) si ritiene invece che la soglia di riferimento non debba essere inferiore ai 3.000 euro; un livello compatibile con: le risorse disponibili; la richiesta di coprire in un primo tempo una buona parte dei destinatari prioritari; la necessità di fornire loro un sostegno adeguato.

Per tenere conto della necessità di misurazione della situazione economica più prossima possibile alla situazione di bisogno, vanno facilitati in caso di variazione delle condizione lavorativa o del reddito indicatori “attualizzati” di ISEE e di ISR, ottenuti attraverso un uso meno vincolato e più semplice dell’ISEE corrente, in presenza di perdita di occupazione o riduzione del reddito”.

Per saperne di più cliccare su Memorandum-Governo in merito all’attuazione delle Legge Delega di contrasto alla povertà.

Luca De Franciscis

dottore commercialista

 

www.studiodefranciscis.it

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