Salernitana: le ragioni di un inspiegabile passo indietro

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Un po’ sconfitta, un po’ harakiri. Interrompere la striscia positiva sarebbe stato un delitto e delitto è stato. Diversi i killer: l’ineffabile signor Pasqua, che non vede o finge di non vedere i falli commessi dai ciociari e relative ostruzioni e regala un penalty inesistente allo scadere del primo tempo. E poi l’atteggiamento della squadra: spocchiosa e presuntuosa lontana parente di quella solida e compatta apprezzata qualche settimana fa. Squadra nervosa e slegata, incapace di reggere il confronto con i ciociari.

Ci ha messo del suo anche Bollini. La sconfitta chiude mezza porta alla Salernitana nel raggiungimento dei play off. Nulla è deciso ma appare ovvio che a tre giornate dal termine per centrare l’obiettivo i granata devono vincere le prossime tre partite contro Carpi, Avellino e Perugia. Più facile a dire che a farsi. Si tratta di tre squadre ancora in corso per i rispettivi obiettivi. Anche l’Avellino che sembrava avviato verso una salvezza tranquilla si è ritrovato impelagato nella lotta per non retrocedere e dunque il derby tra due settimane all’Arechi si caricherà di ulteriori significati.

La classifica dei granata resta aperta, l’importante è pensare solo a giocare, lasciando perdere isterismi e ragazzate come quelle di Minala e Vitale. Di buono nella serataccia dell’Arechi la racolta di fondi per Genny affetto da una malattia metabolica genetica. Il grande cuore degli ultras della Curva sud e dei tifosi salernitani ha permesso di raccogliere 5500 euro. Soldi necessari per le cure del piccolo con la speranza di trovare una soluzione per salvare la vita di Genny.

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1 COMMENTO

  1. Il problema che sono stati sopravvalutati squadra e soprattutto il tecnico. Una squadra che non ha mai fatto vedere un discreto gioco, ha vinto partite basate solo sul singolo episodio e mai per giocate collettive o figlie di un gioco corale.
    Un allenatore poi che ha saputo solo distruggere l’unica cosa buona che avevamo lo scorso anno: L’attacco.
    La difesa si è rafforzata solo perché avendo un centrocampo più forte ( Minala e Busellato) ha fatto filtro e fatto in modo che arrivavano meno palloni in difesa e meno pericolosi.
    Con il potenziale messo a disposizione dalla società e gestito da un allenatore un pochino più intelligente di questo avremmo gli stessi punti del Perugia, del Cittadella o del Benevento
    Mister Sei UN ASINO

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