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Puc Salerno, consiglieri Ventura e Ragosta: ”No a nuove volumetrie”

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«Il Puc è giunto alla sua scadenza e ora dovrà essere rivisto.  L’amministrazione comunale ritorni nelle commissioni consiliari competenti dove se ne dovrà discutere approfonditamente». A dichiararlo il consigliere comunale di Articolo Uno-Mdp-Davvero Verdi, Giuseppe Ventura, componente della commissione Urbanistica al Comune di Salerno in merito al nuovo Piano Urbanistico Comunale proposto dalla giunta guidata dal sindaco Vincenzo Napoli. «Sia in centro città che nella zona orientale abbiamo fabbricati che risultano essere vuoti ed abbandonati per questo – ha detto Ventura – ci diremo contrari a nuove volumetrie chiedendo a questa amministrazione di prevedere nel nuovo Puc più aree verdi ed attrezzate per i bambini e nuove strutture sportive di cui la città ha veramente bisogno. Inoltre – aggiunge Ventura – chiederemo un’immediata opera di riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele di Lungomare Trieste che versano in uno stato di abbandono e di incuria».

Sulla vicenda Puc interviene anche il deputato di Articolo Uno-Mdp, Michele Ragosta. «Non voteremo a scatola chiusa il Piano Urbanistico se non ci sarà un confronto aperto con gli ordini professionali e tutti i soggetti – cittadini ed associazioni – che potranno dare un contributo valido per rendere Salerno una città dei servizi, dell’accoglienza e del turismo e che abbia anche funzioni di città metropolitana». Tra le proposte che il gruppo consiliare di Articolo Uno-Mdp-Davvero Verdi intende avanzare «ci sarà anche la richiesta di prolungamento della metropolitana leggera fino a Battipaglia e chiederemo all’amministrazione comunale di non rilasciare concessioni edilizie, se non saranno di architettura di qualità».

«Soltanto dopo un confronto vero e aperto – aggiunge Ragosta – si dovrà portare la discussione nella competente commissione consiliare. Non tollereremo di nuovo lo stesso atteggiamento che la maggioranza ha già assunto in fase di compilazione del bilancio di previsione. O la giunta Napoli archivia questo metodo – conclude Ragosta – altrimenti non sarà possibile andare avanti».

 

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