Model business: in Serie B ‘vincono’ Spal, Cittadella e Perugia

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Spal (promozione diretta in serie A), Cittadella e Perugia (partecipazione ai play off), in base ai parametri del “valore mercato calciatori” e “budget monte ingaggi calciatori”, risultano essere i club di Serie B che hanno attivato vincenti  tecniche di “fair play finanziario” e  “strategie di model business”. La classifica finale del campionato cadetto stagione 2016/17, rapportata al “valore di mercato dei calciatori” risulta essere la seguente:

Spal (11,85 mln di euro), Verona (25,30), Frosinone ( 24,88 ), Cittadella (9,98 ), Perugia (12,48 ), Benevento(17,28 ), Carpi (22,85), Spezia (17,70 ), Novara (16,48 ), Salernitana (14,25 ),  Bari (18,83 ), Cesena (14,85 ), Virtus Entella (10,90 ), Ascoli (9,85 ), Pro Vercelli (8,68 ), Brescia (15,15 ), Ternana (15,55), Avellino (10,90), Trapani (9,43 ), Vicenza (11,58 ), Pisa (9,80 ), Latina (9,03)  (fonte Transfermarkt)

Mentre la  classifica finale del campionato di serie B stagione 2016/17 rapportata al “budget del monte ingaggi calciatori” risulta essere la seguente: Spal (3,3mln euro), Verona (14,8 ), Frosinone (7,3 ), Cittadella (2,1 ), Perugia (3,2 ), Benevento (5,9 ), Carpi (6,7 ),  Spezia (6,3 ), Novara (5,4 ), Salernitana (4,6), Bari (5,6 ), Cesena (5,5 ), Virtus Entella (4,1 ), Ascoli (4,4 ), Pro Vercelli (3,1),Brescia (3,4 ), Ternana (3,2 ), Avellino (4,5 ), Trapani (3,5 ), Vicenza (3,4 ), Pisa (4,7 ), Latina (4,4 ). (fonte Calciodipendenza)

Per la Spal, Verona e club vincente i play off, l’impatto “economico” medio della promozione, determinera  i seguenti valori di bilancio: ricavi ingresso stadio (+ 1,5 mln euro), proventi diritti televisivi ( 18,2 mln ), contributo c/esercizio ( – 2,2 mln) , valore della produzione ( + 23,3 mln), costo del lavoro ( + 5,5 mln), costo della produzione ( + 10,4 mln), risultato netto di gestione ( + 4,9 mln).

Dal punto di vista “patrimoniale” si quantificherebbero invece i seguenti valori : immobilizzazioni ( + 6,2 mln ), attivo circolante ( + 9,0 mln), patrimonio netto. ( – 0,02 mln), debiti ( + 13,1 mln). (fonte Report Calcio 2016). In termini di “budget” i club di serie cadetta per la stagione appena conclusa al fine di soddisfare i presupposti del fair play finanziario , hanno diminuito il costo degli stipendi dei propri calciatori.

Le società di seria B, che hanno pianificato  di raggiungere il “punto di pareggio tra costi e ricavi”, risultano essere Spezia (-2.50 mln di euro), Bari (- 2.10 ), Vicenza ( – 2.00), Latina (- 1.50), Cesena (- 1.10), Ascoli e Novara  ( – 1.00), Avellino (-800), Perugia (-600), Trapani (-400). Brescia, Pro Vercelli, Salernitana e Ternana invece hanno attivato la scelta aziendale di non diminuire i costi societari legati agli stipendi dei calciatori. (fonte La Gazzetta dello Sport)

Dal punto di vista dei “costi di gestione”, il valore del personale tesserato in serie B,anche grazie alla norma limitativa, risulta essere pari a 7,9 mln di euro, valore che corrisponde al 51% del valore della produzione (il 7,4% in meno rispetto all’esercizio precedente), ed il valore degli ammortamenti si calcola per un importo pari a 2,3 mln di euro (esercizio precedente tale valore risultava essere pari a 3,0 mln di euro). (Report Calcio 2016)

Nel “conto economico” della serie B: ricavi da stadio, sponsorizzazioni , ricavi commerciali e diritti televisivi, costituiscono il 43% del valore della produzione (nell’esercizio precedente tale dato risultava essere pari al 26%). I valori aziendali appena evidenziati, rilevano come i club di calcio di serie B, per far aumentare i ricavi da stadio,marketing e merchandising,  devono attivare progetti aziendali finalizzati alla fidelizzazione dei propri tifosi.

Sulla base dei dati societari, analizzati da Report Calcio 2016, le “governance delle società di calcio di serie B”,  al fine di evitare ai soci dei club di riferimento, ricapitalizzazioni per recuperare le perdite di esercizio, devono attivare progetti di bilancio in sintonia con la normativa del” fair play finanziario”.

Spal, Cittadella e Perugia, “case study” di model business?

Antonio Sanges – Dottore Commercialista

 

 

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