Carpi in finale per la Serie A: aumentano i rimpianti per i granata

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4, 2, 3, 1, 5, numeri da tirare fuori dal bussolotto come alle estrazioni del Lotto, partite da preparare minuziosamente passando dalle esercitazioni del campo allo studio degli avversari al videotape. Tattiche esasperate, tecniche di comunicazione per le dichiarazioni pre-gara. Più che un copione, un canovaccio che gli allenatori-attori seguono andando a braccio. Alla fine, spesso e volentieri, a far la differenza è un altro fattore. Qualcuno, nell’era dell’ultramoderno linguaggio-social, lo chiama ancora furore agonistico, altri cazzimma.

Per i tifosi, si tratta semplicemente di tirar fuori gli attributi e non arrendersi mai. Insomma, quel che ha messo nella contesa il Carpi ieri sera. Seguito da 68 – ripetiamo, 68 – tifosi al “Matusa” ha trovato in se’ stesso la forza di avanzare nonostante le tranvate prese in faccia non tanto dai ciociari quanto dall’arbitro Ghersini che ha provato in tutti i modi a utilizzare il cartellino a mo’ di pass a favore dei locali. Prima in dieci, poi in nove, peraltro scippato di un rigore apparso chiaro come l’alba in Costiera, non ha mollato, non si è arreso ed ha vinto approdando in finale.

Probabilmente, riavvolgendo il film del campionato che è ai titoli di coda, quel guizzo caratteriale che è mancato ad una Salernitana che – soprattutto nel girone discendente – sul campo si è dimostrata quantomeno all’altezza di tutte le altre pretendenti alla terza poltrona per la A. Una Salernitana che è mancata soprattutto nei momenti topici della stagione: all’Arechi, contro il Frosinone e contro un signor Pasqua cui mancava solo la sciarpa gialloblù al collo, non è riuscita a dare un calcio alle avversità come ha fatto Letizia.

A Carpi, una partita che si doveva e poteva vincere, ci ha creduto per 45 minuti e poi ha mollato gli ormeggi. L’impressione è che la squadra si sia rassegnata troppo presto all’idea di doversi accomodare in poltrona per seguire i play-off in TV. Ma tant’è, ormai è andata. Chi sbaglia paga ma grazie al Cielo arricchisce anche il proprio bagaglio di esperienza e tutto ciò potrebbe essere utile nella prossima stagione. Il carattere, come l’amalgama, non si compra al mercato. Ma può essere rafforzato lavorandoci su…

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