Ravello; capitale italiana della cultura 2020. Parola d’ordine “crederci!”

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È stata celebrata in un Auditorium di Villa Rufolo gremito, la prima assemblea pubblica per la presentazione del progetto “Ravello Costa D’Amalfi Capitale della Cultura 2020”. Così come deciso nella riunione dei sindaci dello scorso 2 giugno, ad essere invitati sono stati tutti i soggetti pubblici operanti sul territorio, le associazioni e i soggetti privati portatori di interessi collettivi e di categoria. Da Scabec, presente il direttore Francesca Maciocia, ai rappresentati del clero, alle Forze dell’ordine, il “progetto dal basso” così come voluto dai sindaci ha raccolto un’approvazione unanime.

A esporre il progetto e soprattutto le prossime tappe verso la presentazione del dossier, il direttore di Villa Rufolo Secondo Amalfitano, responsabile del progetto per il Comune di Ravello e per la Fondazione Ravello che, in piena coerenza con la sua mission statutaria ha garantito il supporto tecnico al progetto, soprattutto nella sua visione comprensoriale di area vasta.

La Costiera non è un territorio omogeneo – ha detto Amalfitano in apertura – unica cosa che accomuna i 14 comuni è la loro bellezza. Ma questa apparente fragilità o negatività, per paradosso, sarà la fortuna della nostra candidatura. Il progetto, che dovrà essere contenuto in 60 cartelle e presentato al Ministero, – ha confermato Amalfitano – sarà un progetto che includerà in maniera paritaria beni materiali ed immateriali, forzando la mano su questi ultimi”. All’assemblea sono stati presentati gli obiettivi concordati nel tavolo istituzionale: stimolare una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica, valorizzare i beni culturali e paesaggistici, migliorare i servizi rivolti ai turisti, sviluppare le Industrie culturali e creative e favorire i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana. Entro la prossima settimana dalle parole si passerà ai fatti con l’insediamento del gruppo di lavoro composto da una cabina di “regia politica” di fatto già insediata e formata dai sindaci o dai loro rappresentanti e da un “tavolo tecnico” che dovrà stendere il dossier di candidatura da approvare entro il mese di agosto. Il percorso insomma è chiaro e procede a ritmi serrati, grazie all’appoggio che il progetto sta riscuotendo sia a livello locale che regionale. Sollecitati dai sindaci e dalla Fondazione anche Aziende, personaggi e artisti che travalicano i confini nazionali; a lavorare al logo che accompagnerà la nuova avventura della Costa d’Amalfi, il maestro portoghese Manuel Cargaleiro, legatissimo al territorio. Parola d’ordine “Crederci!” e mai come in questo momento la vittoria non sembra un’utopia.

 

 

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