Crollo palazzina: pensieri e dediche per le otto vittime

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Pensieri e dediche alle otto vittime del crollo dell’edificio in via Rampa Nunziante a Torre Annunziata (Napoli) si leggono sugli striscioni e sui fogli di carta appesi ai muri di via Gino Alfani, a pochi metri dalla parrocchia della SS. Trinità, non lontano dal luogo della tragedia. “Vivrai per sempre nei nostri cuori, piccola guerriera”, “ora sarete gli angeli più belli. Torre piange per tutti voi”.

E ancora, “sarai la stella più bella del paradiso, non smettere mai di brillare”, rivolto alla piccola Francesca (‘Chicca’). Tante le persone che, da ieri sera, stanno lasciando pensieri. Su un lenzuolo bianco, di fronte alla parrocchia, si legge ‘Dedicati a voi questi baci nel vento che arriveranno lì insieme ad altri 100″.

Un gruppo di runner ha depositato un fascio di fiori in ricordo dei morti. Sul fascio di fiori vi è un biglietto: “L’associazione sportiva Oplonti Trecase Run partecipa al dolore che ha colpito la comunità torrese ed affranta ne commemora la memoria”. Sul muretto vi sono altri due fasci di fiori più piccoli e tre lumini accesi da ieri sera.

Don Ciro dall’altare, è il momento di venire allo scoperto

“I passi di Dio nella nostra città li abbiamo sentiti, ma ci siamo nascosti. È il momento di venire allo scoperto; se ci sono persone responsabili, e in questo momento desidero rivolgermi proprio a loro, sarebbe un atto onorevole riconoscere le proprie colpe e dire ‘ho sbagliato, mi assumo le responsabilità'”.

Così don Ciro Cozzolino, parroco della Santissima Trinità, a Torre Annunziata (Napoli), commentando dall’altare il crollo dell’edificio che ha provocato otto morti. Parole forti pronunciate nell’omelia davanti a numerosi fedeli presenti alla messa mattutina.

“Di fronte a ciò che stiamo vivendo in queste ore, dentro di noi c’è una specie di senso di colpa per quello che avremmo potuto fare, dovuto fare e non abbiamo fatto” ha aggiunto.

“Se il crollo fosse avvenuto nella zona sud per certi versi non ci saremmo meravigliati perché è veramente fatiscente. Ma qui è stato un pugno nello stomaco. Questa è Torre nord, fiore all’occhiello”. In queste ore c’è dolore “però questo pugno nello stomaco dovrebbe farci risvegliare dal sonno”.

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1 COMMENTO

  1. Questo ”paese” è una chiavica in tutto… ma come abbiamo fatto a ridurci così ? Da stato all’avanguardia in tutti i settori(intendo anche epoche storiche del passato: Roma,rinascimento etc) ad un letamaio fumante. Quando parlo con i mieie amici stranieri, certe volte mi vergogno pure di dire che sono Italiano.

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