Abbracci coppia gay vietati a bordo piscina, il caso si sgonfia

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Qualche abbraccio a bordo piscina di un noto stabilimento balneare di Salerno e l’invito di un bagnino ad avere un atteggiamento di maggiore compostezza negli atteggiamenti.

Si sgonfia il caso che ha riguardato uno stabilimento balneare sulla costa salernitana. Gli stessi titolari della struttura hanno fornito la loro versione dei fatti respingendo ogni accusa di omofobia.

Una tempesta in un bicchiere d’acqua alimentata soprattutto a mezzo social ma che nei fatti non può essere annoverata tra i casi di discriminazione.  Le cose sarebbero andate più o meno così: di fronte alle effusioni dei due ragazzi gay a bordo piscina alcune mamme avrebbero chiesto al bagnino di intervenire.

Il dipendente dello stabilimento balneare si avvicina e chiede con cortesia ai giovani di limitarsi. E così avviene. Poi, in serata, inizia il tam tam sui social del presunto caso di omofobia a Salerno.

In pochi attimi la notizia si diffonde e iniziano le chiamate ai gestori dello stabilimento balneare.

«Sulle prime – racconta uno dei responsabili – siamo caduti dalle nuvole. E abbiamo chiesto spiegazioni al nostro dipendente. Ci ha raccontato che erano stati altri bagnanti a chiedergli di intervenire affinché quei due ragazzi si limitassero nelle loro effusioni. Ma avrebbe fatto lo stesso anche se si fosse trovato di fronte a comportamenti poco consoni di una coppia etero. Ci sono delle regole di buon vivere civile che prescindono dall’orientamento sessuale».

I gestori, inoltre, spiegano che nessuno ha allontanato i ragazzi: «Anzi, sono rimasti qui l’intera giornata. Sono stati al bar, hanno mangiato nel nostro ristorante e in serata sono andati via tranquillamente. Nessuna protesta o rimostranza, anzi».

Ecco perché non riescono a spiegarsi il clamore dato dai social all’episodio: «Non c’è stata alcuna discriminazione, nessun modo sgarbato, nessun caso di omofobia o razzismo. Ma soltanto il richiamo da parte del nostro dipendente ad un comportamento adeguato da tenere in un luogo pubblico, frequentato da famiglie e da bambini».

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2 COMMENTI

  1. Avete rotto il cazzo con quest omofobia, non gli si può dire più nella che passi per omofobo, e basta , Non piangetevi addosso per ogni minima cazzata sentendovi sempre discriminati altri e ti non sarete mai liberi .

  2. Mentre voi riportate “uno stabilimento balneare sulla costa salernitana”, la Repubblica on line cita l’Arcobalenò di Salerno con dichiarazione della famiglia Iavarone titolare dello stesso. Non vi sembra di averla presa un po alla larga, mentre Repubblica è andata dritta alla notizia?

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