Incendi, l’idea di un salernitano: ‘Utilizziamo i droni per controlli e prevenzione’

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Utilizzare i droni per migliorare la prevenzione ed il controllo degli incendi.

Questa l’idea che è venuta al giovane dottorando originario di Castel San Giorgio Francesco De Vivo.

“L’idea è nata – dice Francesco – dopo un convegno al quale ho preso parte ad Atlanta, in Georgia, USA, dove mi trovo attualmente per uno scambio tra il Politecnico di Torino e il Georgia Institute of Technology.”

Laureato col massimo dei voti in Ingegneria Aerospaziale presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il giovane, originario di Castel San Giorgio, è attualmente dottorando presso il Politecnico di Torino, e visiting presso il Georgia Institute of Technology. Proprio presso una delle più prestigiose scuole americane in ambito aerospaziale ha iniziato a lavorare a questo ambizioso progetto sotto la supervisione dei professori Eric N. Johnson ed Eric Feron, ed ai docenti Manuela Battipede e Piero Gili del Politecnico di Torino.

“Il problema è serio e più grave di quel che sembra – continua il giovane di Castel San Giorgio – basti pensare che in Italia solo nel 2017 ci sono state più di 1000 richieste di intervento della flotta nazionale per incendi boschivi, un record negli ultimi 10 anni, mentre lo scorso giugno, in Portogallo, 62 automobilisti sono morti intrappolati dalle fiamme nelle loro auto”.

Attualmente i centri di coordinamento regionale e nazionale di tutto il mondo fanno uso di DSS (Decision Support System) per la previsione e coordinamento delle operazioni di spegnimento.

Tale sistema, basato su modelli matematici semplificati, o su dati statistici relativi a precedenti incendi, fornisce soluzioni poco accurate, compromettendo la corretta pianificazione degli interventi. Un ulteriore svantaggio di tali modelli è legato alla necessità di misurare sul campo un elevato numero di variabili ed avere misurazioni locali del vento. A tal proposito si è pensato quindi di utilizzare i droni per raccogliere i dati ed integrarli con i DSS, in modo da fornire istantaneamente informazioni altamente precise.

Con il drone sarà possibile stimare quei parametri richiesti dal DSS difficilmente misurabili durante l’incendio, quale intensità e direzione del vento, umidità della vegetazione, ed avanzamento del fronte, permettendo previsioni più accurate su archi temporali più ampi.

I droni saranno dotati di termocamera, che permetterà di misurare l’avanzamento del fronte di fiamma in qualsiasi condizione, sia di giorno, sia di notte (quando per ragioni di sicurezza la flotta aerea non può operare), sia in situazioni di totale invisibilità causata dal fumo generato dall’incendio.

Tale drone è anche progettato per condurre operazioni di sorveglianza, in modo da individuare eventuali attività criminali, vista la prevalente natura dolosa degli incendi sul territorio nazionale e di ridurre drasticamente i tempi di primo avvistamento, in modo da intervenire tempestivamente prima che l’incendio diventi incontrollabile.

L’esperimento si è tenuto ieri mattina, era presente anche l’amministrazione con la presenza del consigliere delegato ai rapporti con l’Università Alfonso De Vivo, il presidente del consiglio Gilda Tranzillo, l’assessore alla protezione civile Giovanni De Caro, “È un piccolo contribuito che il comune può dare contro la grande piaga degli incendi – dice il consigliere De Vivo – che sta martoriando il nostro territorio. Inoltre è anche un modo per valorizzare una eccellenza del nostro territorio qual è l’ingegner De Vivo.

Un grande ringraziamento va all’ingegnere Fasolino che ha fatto da raccordo tra le varie parti. Siamo fieri – conclude De Vivo – di questo esperimento svolto in collaborazione con il Politecnico di Torino che certifica l’impegno di questa amministrazione nei rapporti con le accademie”.

L’esperimento, durato circa un’ora, prevedeva l’incendio controllato di un’area delimitata, che veniva poi ripreso e monitorato dalle varie attrezzature. I dati dell’esperimento serviranno per procedere con la ricerca e saranno messi a disposizione del comune.

“Voglio ringraziare – dice l’ingegner De Vivo, responsabile del progetto – l’intera amministrazione del comune di Castel San Giorgio, nella figura del sindaco Paola Lanzara, ed in particolare il consigliere delegato ai rapporti con l’università Alfonso De Vivo per le concessioni ed il rilascio delle autorizzazioni richieste, e per l’enorme supporto fornito durante ogni fase di tale attività, la San Giorgio Servizi, la Protezione Civile, coordinata dal comandante dei Vigili Urbani Marco Inverso, per aver garantito e mantenuto gli standard di sicurezza richiesti, la F.A.P.A. s.r.l., la società Alfa Bit Omega s.r.l., Gaetano Genovese, di Che Tempo Fa per aver fornito i dati meteorologici, ed il pilota Pasquale Iannone della Fly High per aver fornito ed operato il drone durante l’esperimento.”

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5 COMMENTI

  1. Da apprezzare l’impegno e la “fantasia”, ma si applica già da tempo, e prima ancora tramite il servizio Avvistamento Antincendio con piccoli aerei che partivano dagli aeroclub convenzionati di Pontecagnano, e che ricoprivano aree vastissime da Sapri al Vesuvio e l’entroterra avellinese… poi, si è preferito toglierlo (costava poco rispetto agli interventi ad incendio conclamato) e spendere 10 volte tanto con i Canadair per lo spegnimento, ma a incendio già vasto e vegetazione già distrutta. Questo dovreste chiedere al Governatore De Luca… come mai si preferisce intervenire con i Canadair che costano decine di migliaia di euro al giorno per gli spegnimenti, quando con poche decine di migliaia di euro al mese si sarebbe potuto attuare l’avvistamento antincendio che mobilità gli interventi quando i focolai sono al minimo e facilmente domabili da terra, o dall’aria ma in poco tempo ???

  2. “Nel 2010 la nostra regione era dotata di un sistema di rilevazione degli incendi all’avanguardia in Europa costituito da telecamere a infrarossi, radar. Un sistema integrato, governato da un software che entro 20 minuti dava le coordinate ed un allarme in tempi reali a tutti i soggetti interessati. Questo sistema è stato smantellato. Milioni di euro buttati”. Qui a parlare è un politico che si chiama Paolucci. Se manca la prevenzione e strumenti come questi vengono colpevolmente parcheggiati, possiamo inventarci tutto quello che vogliamo. Il primo lavoro da fare è sulle coscienze delle persone, a tutti i livelli, un drone non ci salverà dalla piaga degli interessi che probabilmente si celano dietro molti degli incendi.

  3. Da apprezzare l’impegno e la “fantasia”, ma si applica già da tempo, e prima ancora tramite il servizio Avvistamento Antincendio con piccoli aerei che partivano dagli aeroclub convenzionati di Pontecagnano, e che ricoprivano aree vastissime da Sapri al Vesuvio e l’entroterra avellinese… poi, si è preferito toglierlo (costava poco rispetto agli interventi ad incendio conclamato) e spendere 10 volte tanto con i Canadair per lo spegnimento, ma a incendio già vasto e vegetazione già distrutta. Questo dovreste chiedere al Governatore De Luca… come mai si preferisce intervenire con i Canadair che costano decine di migliaia di euro al giorno per gli spegnimenti, quando con poche decine di migliaia di euro al mese si sarebbe potuto attuare l’avvistamento antincendio che mobilità gli interventi quando i focolai sono al minimo e facilmente domabili da terra, o dall’aria ma in poco tempo ???

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