Aree Marine Protette una tutela necessaria che fa bene alla economia (di Tony Ardito)

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Il paradiso marino insieme a tutte le specie ittiche, ai mammiferi, alla vegetazione che negli oceani e nei mari vivono, accomuna tutto il modo.

Dal Santuario delle balene dell’Oceano Pacifico, alle nostre Cinque Terre, fino alla Barriera Corallina, tutto è sottoposto a dura prova dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e da varie forme di sfruttamento.

Per quanto solido e resistente è un eden che rischia di essere seriamente compromesso e va assolutamente salvaguardato.

2000 delegati provenienti da 80 paesi, la scorsa settimana, si sono riuniti a La Serena – Coquimbo, in Cile, per il quarto congresso internazionale delle Aree Marine Protette, al fine di cercare nuove forme di tutela; di raccogliere i risultati del lungo lavoro fatto giorno dopo giorno nelle diverse realtà internazionali.

Il “World Wide Fund for Nature” sottolinea come sia fondamentale proteggere il mare, soprattutto attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. I risultati sono ambientali ed economici.

L’oceano restituisce quanto si fa per lui in termini di ripopolamento ittico e di ricchezza naturalistica e anche economica. L’obiettivo è portare dal 3 al 10% le aree protette.

Secondo uno studio commissionato proprio dal WWF, una protezione del 10% dell’oceano attraverso le AMP garantirebbe servizi ecosistemici per un valore tra i 622 e i 923 miliardi di dollari nel periodo compreso tra il 2015 e il 2050.

Una protezione del 30% garantirebbe benefici tra i 719 e i 1145 miliardi di dollari per lo stesso periodo di tempo. Proteggere la salute dell’oceano è un po’ come aprire un conto in banca. Si preserva il capitale investito che a sua volta genera interessi dei quali  sia la società che gli individui possono beneficiare.

“Il successo di un’area marina protetta parte in primis dal coinvolgimento delle comunità locali. Sono gli uomini e le donne di mare i migliori custodi del territorio costiero e delle risorse marine.

Anche in Italia le Aree più dinamiche sono nate proprio ‘dal basso’ come il Plemmirio a Siracusa o l Riserva di Ustica . Anche per questo, nel mediterraneo il Santuario Pelagos creato per tutelare i mammiferi marini ad oggi non ha raggiunto gli obiettivi previsti.

La Carta del partenariato, sottoscritta da molto comuni costieri, va proprio nella direzione del massimo coinvolgimento. Formule come queste consentono di avere Aree Marine Protette di successo”. Questa la dichiarazione di Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia.

 

editoriale a cura di Tony Ardito, giornalista

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