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Giffoni Sei Casali: il Comune vuole intitolare una strada a Giuseppe Grimaldi

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È stata carica di emozioni la cerimonia di intitolazione di una strada aGiuseppe Grimaldi, nato a Giffoni Sei Casali il 2 ottobre 1930 e morto atrocemente per mano della camorra il 27 marzo 1987 insieme all’avvocatoDino Gassani. Alla celebrazione svoltasi sabato 30 settembre nel Casale di Prepezzano hanno preso parte numerose autorità, tra cui: Raffaele Battista Pasquale D’Aiuto, presidente e segretario dell’associazione “Giorgio Ambrosoli”Gian Ettore Gassani, figlio dell’avvocato Dino Gassani; Ubaldo Grimaldi, fratello del compianto Giuseppe; Pasquale Errico, questore di Salerno e provincia, Francesco Munno, Sindaco di Giffoni Sei Casali.

Grimaldi lavorava presso lo studio legale dell’avvocato Dino Gassani, quando nell’ufficio, in Corso Vittorio Emanuele a Salerno, si presentarono due clienti per incaricare Gassani di un’importante difesa penale, ma i cosiddetti clienti erano emissari di un noto esponente della malavita organizzata, che, pistole alla mano, gli chiesero di intervenire presso il suo cliente per una ritrattazione dell’accusa. Gassani rifiutò ogni imposizione e fu ucciso insieme al suo fedele segretario, Pino Grimaldi. Pino Grimaldi è stato un martire: morì per difendere Dino Gassani il quale non si piegò alle minacce della camorra che lo volevano far desistere dalla difesa di un processo importante. Il segretario Grimaldi nel 2009, è stato insignito dal Presidente della Repubblica, della medaglia d’oro al merito civile con la seguente motivazione:

“Collaboratore di un professionista che non si era sottomesso alle pressioni della malavita organizzata, perdeva tragicamente la vita in una spietata esecuzione di stampo camorristico. Mirabile esempio di non comune attaccamento al dovere e di elette virtù civiche”.

“L’intitolazione di una strada alla memoria di Pino Grimaldi – ha affermato il Sindaco Munno nel suo intervento – è una maniera unica per ravvivare il ricordo sia di quelle persone che lo hanno conosciuto e che oggi ci onorano della loro presenza, ma soprattutto nei giovani, in modo da poter conoscere e perpetuare i nobili valori di giustizia, di legalità, di coraggio e di dignità”.

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