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Farmacia comunale Scafati, Uil Salerno chiede chiarezza su stop orario continuato

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Atti all’Anac per chiedere chiarezza sull’eliminazione dell’orario continuato alla farmacia comunale di Scafati e pressing sul presidente dell’Assemblea dei soci del Consorzio farmaceutico intercomunale di Salerno, il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Palumbo. La Federazione poteri locali della Uil provinciale pretende un’operazione trasparenza sul servizio che, nel silenzio generale, il 18 settembre scorso è stato bloccato per mere questioni legate a situazioni economiche. “Purtroppo è accaduto quello che avevamo annunciato”, ha spiegato Donato Salvato, segretario generale del sindacato di categoria. “Ci spiace avere ragione, ma la vicenda di Scafati è una brutta pagina per la gestione della cosa pubblica in Italia. Credo non ci siano precedenti del genere, poiché mai è stato annullato un servizio che portava qualcosa come 1.000 euro al giorno solo nelle ore notturne. Tutto questo è inaccettabile e qualcuno ci dovrà delle risposte”.

Da qui, infatti, l’appello a Franco Palumbo, primo cittadino di Capaccio Paestum e presidente dell’assemblea dei soci del Consorzio che gestisce la farmacia scafatese di piazza Madre Teresa di Calcutta. “Sulla vicenda il suo pensiero è sempre stato chiaro e condiviso da questa organizzazione sindacale”, ha continuato Salvato. “Ecco perché gli chiediamo di spiegarci cosa è successo e come si è arrivati a tutto ciò. Se si è trattato di una decisione non dipesa da lui ne prendiamo atto e gli chiediamo di dimettersi per evitare che questo passo falso possa essere addebitato alla sua gestione. Palumbo, per quanto abbiamo potuto apprezzare, è persona concreta e di parola. Se non ha responsabilità su Scafati si faccia da parte, magari porti l’Ente al commissariamento. Governare così è davvero inspiegabile”.

Poi l’affondo e il relativo annuncio di un dossier che, nei prossimi giorni, potrebbe essere inviato all’Anac. “Vogliamo capire la procedura utilizzata per la soppressione dell’orario continuato a Scafati. Alla nostra organizzazione non è pervenuta nessuna comunicazione e ciò fa già profilare un comportamento antisindacale. Inoltre vogliamo sapere chi ha firmato il provvedimento e se l’assemblea dei soci ne era al corrente. Ecco perché stiamo valutando l’ipotesi di spedire tutti gli atti al magistrato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione, perché in Italia le facili gestioni devono finire. Il Consorzio farmaceutico vive grazie ai soldi dei contribuenti e a loro va dato conto di ogni provvedimento preso. Su Scafati e la sua farmacia vogliamo chiarezza”.

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