Edilizia verso il collasso, Salzano (FI) su allarme lanciato da ANCE Aies

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Il Presidente dell’ANCE-AIES di Salerno, Vincenzo Russo, in una sua intervista ha diffuso dati allarmanti sul comparto delle costruzioni e delle imprese edili impegnate nei lavori pubblici, elencandone i mali e la grave crisi in cui versano e si dibattono nella nostra Provincia.

Tra l’altro ha detto che il Comparto edile, come è ormai certificato, è sull’orlo del collasso con imprese (circa 300) che sono in uno stato pre-fallimentare e quindi vicino alla definitiva chiusura. Il che determinerebbe una ulteriore perdita di circa 2300 posti di lavoro e un colpo mortale alla nostra disastrata e molto debole economia, già impoverita dalla lunga crisi che continua a gettare un’ombra cupa anche sul futuro della città di Salerno e dell’intera Provincia.

Il Presidente Russo segnala che a fronte delle “ingenti risorse economiche disponibili, oltre 4,8miliardi di euro per la sola Provincia di Salerno, si registra per l’anno in corso una spesa di circa 280 milioni”.

Se davvero le cose stanno così, è chiaro che la politica debba necessariamente intervenire con estrema urgenza, raccogliendo l’allarme lanciato dal Presidente Russo. Soprattutto deve farlo la Regione Campania, utilizzando le risorse di cui appunto già dispone e preparare un piano per salvare un comparto in grave difficoltà. Tutti infatti sanno molto bene che quando rallentano il mattone e l’edilizia, la crisi si aggrava con pesanti contraccolpi sull’intera economia.

Le forze politiche, tutte senza esclusione di alcuna, si facciano dunque carico del problema e si impegnino alla sua risoluzione. Sono tante le vie e le soluzioni di rilancio del settore edile. Si può porre mano, per esempio, alla riqualificazione delle periferie, lì dove si è costruito negli anni 50, in piena emergenza abitativa all’indomani della guerra.

Per quanto riguarda Salerno si può intervenire in quelle  aree periferiche come il quartiere Mariconda, dove sono sorte abitazioni popolari subito dopo l’alluvione del ’54, quando per la fretta di dare un alloggio ai senza-tetto si è costruito male e probabilmente con il cemento di allora che il passare del tempo ha poi sfarinato. Perché non predisporre per queste abitazioni, ormai fatiscenti per il trascorrere degli anni, un piano di recupero e/o di rottamazione così come del resto sta avvenendo in tante parti d’Europa ?

Semmai ricorrendo a progetti di finanza, dove il pubblico e il privato s’incontrano, e cogliere così l’opportunità per rimettere in sicurezza, risanare e recuperare interi quartieri. Dando una casa sicura e moderna ai cittadini si eviterebbe in tal modo, e tra l’altro, di continuare nello spreco di suoli e terreni agricoli, una cattiva abitudine che nella nostra città soprattutto sta facendo danni enormi al paesaggio e all’ambiente.

Aniello Salzano – Commissario cittadino di F.I.

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