Sanità: De Luca, necessaria medicina territoriale attrezzata

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  “Anticiperemo il contratto nazionale con i medici di medicina generale. Stiamo in ritardo fortissimo”. A dirlo, questa mattina, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca nel corso del congresso nazionale del SUMAI Assoprof a Salerno. “Ovviamente – rimarca De Luca – per realizzare strutture territoriali attrezzate e distretti attrezzati, ambulatori attrezzati bisogna avere un’intesa con i medici di medicina generale. Noi dobbiamo evitare che il grosso della popolazione, anche per cose minime, si rivolga agli ospedali e ai pronto soccorsi. Il 70% di quelli che arrivano in un pronto soccorso possono essere tranquillamente curati in un ambulatorio.
Questo è il lavoro che dobbiamo fare e quindi anticiperemo anche le nostre scelte. Siamo impegnati – ricorda il presidente – in un lavoro immane di riorganizzazione del nostro sistema sanitario. Siamo una Regione commissariata in piano di rientro. Abbiamo deciso di impegnare le nostre energie per raggiungere in due anni risultati conseguiti in altre parte d’Italia in venti anni. Siamo impegnati in una sfida enorme. Siamo stati commissariati una decina di anni fa per aver accumulato un debito nazionale secondo solo a quello del Lazio. Uno dei punti critici è la quasi totale assenza di una medicina territoriale organizzata efficiente. Paradosso in Campania è avere punte di eccellenza anche mondiale nel campo di terapie mediche e chirurgiche e nel campo della ricerca – penso a realtà ospedaliere come il Pascale per oncologia o il Santobono nella pediatria – e contemporaneamente abbiamo grandi livelli di disorganizzazione”. De Luca, poi, è tornato a parlare della medicina territoriale e ha detto: “Serve una medicina territoriale attrezzata. Uno dei motivi per cui cittadino non si rivolge al distretto o all’ambulatorio è perché si ritengono strutture di medicina di serie b. Abbiamo deciso di mandare periodicamente primari nelle strutture territoriali, proprio per far comprendere ai cittadini che possono rivolgersi a quelle strutture. Siamo convinti che un’organizzazione seria della medicina territoriale sia uno dei presupposti per la riorganizzazione della sanità in generale”.
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