Rapporto Svimez dal Sud segnali di crescita, ma non bastano (di Tony Ardito)

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Il rapporto Svimez sancisce che il Mezzogiorno è uscito dalla lunga recessione ed ha agganciato la ripresa; un rimbalzo che però ancora non si è trasformato in miglioramento concreto della vita quotidiana.

Già nel 2016 il Sud era riuscito a consolidare la crescita e le previsioni per il biennio 2017/2018 fanno ben sperare.

La manifattura cresce più del doppio che al Nord, e fanno registrare buoni risultati anche esportazioni e investimenti. Quest’anno il PIL nazionale aumenterà dell’1,5 %; il prossimo si annunciano performance di tutto rispetto, anche per il Sud.

Benché incoraggianti, tali dati arrancano  a mutarsi in miglioramenti sociali. Il tasso di occupazione resta tra i più bassi d’Europa; il reddito procapite si ferma a poco più della metà di quello del Nord e 1 cittadino su 10 vive in condizione di assoluta povertà. Tutto ciò si ripercuote sul capitale umano.

Purtroppo dal Sud ancora si emigra. Nel 2016 il Mezzogiorno aveva perso altri 62 mila abitanti, con un pendolarismo che interessa oltre 200mila persone; il saldo migratorio dell’ultimo quindicennio fotografa la fuga di circa 200mila laureati con una perdita netta di circa 30 miliardi, che tradotti, rappresentano quasi 2 punti di PIL.

infine, anche per l’Istat i segnali di ripresa per il nostro Paese si rafforzano: bene l’industria e il mercato del lavoro. Sul fronte del commercio crescono le vendite al dettaglio: quasi 1 punto a settembre e 3,5 punti nell’ultimo anno.

Bisogna concentrare dunque maggiori investimenti al Sud, in particolare per quanto concerne le reti infrastrutturali dei trasporti e delle comunicazioni, penso ad esempio alla fibra ultraveloce. Si avverte ancora forte la esigenza di unire le due diverse e distanti economie del Paese e quella di infondere ogni sforzo per uniformarlo, pure culturalmente.

Nel 1964 fu la inaugurazione dell’Autostrada del Sole a rappresentare, non solo fisicamente, così come nelle intenzioni di coloro che la pensarono e vollero, il punto di congiunzione di una Italia e di un popolo che riemergevano uniti dalle macerie del dopoguerra.

Quella imponente e duratura opera, lunga 759,4 Km, fu edificata in 8 anni. Più di recente, i lavori di adeguamento della Salerno-Reggio Calabria, di anni ne hanno richiesti quasi un ventina; pleonastico addentrarsi nel dettaglio dei costi.

Sarebbe bene che nei palazzi e nei salotti invece di litigare per stabilire come “fregare” il partito avverso, anzi l’elettore, ci si applichi, non dico per rimediare, sarebbe troppo, ma almeno per trovare e capire le differenze.

 

editoriale a cura di Tony Ardito, giornalista

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