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Ispettorato del lavoro di Salerno: Sit-in di protesta alla Prefettura

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”Lo stato di agitazione del personale dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Salerno proseguirà ad oltranza” riferiscono Emma Calvanese e Filomena Genoino. Le due dirigenti sindacali della Federazione provinciale USB, hanno partecipato stamattina al sit-in di protesta del personale dinanzi alla prefettura. I lavoratori hanno chiesto le dimissioni del Ministro Poletti e del Capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro dott. Pennesi.

Insieme alle altre sigle sindacali, si è deciso di proseguire l’azione di protesta per tenere alta l’attenzione sulla riforma dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che ha solo peggiorato le condizioni di lavoro dei dipendenti dell’ente salernitano che, tra ispettori e personale amministrativo, conta più di 100 lavoratori. Tutti questi lavoratori sono al limite della sopportazione perché continuano a svolgere la loro mansione per etica professionale ma senza tutele nè risorse.

“La creazione dell’INL, a costo zero smantellando sul territorio il Ministero del Lavoro, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso perché ha bloccato l’operatività dell’ente e aggravato una situazione in cui le risorse strumentali non sono adeguate per svolgere il ruolo istituzionale”.

Le criticità denunciate sono molteplici come il “salario accessorio maturato e non percepito, la mancata attuazione delle nuove progressioni economiche, l’inesistente e inidonea formazione del personale, la carenza di strumenti informatici e di banche dati, la forte sperequazione contrattuale e retributiva del personale anche ispettivo, la mancanza del dovuto nuovo contratto integrativo per tutto il personale, la poca sicurezza nello svolgimento dell’attività ispettiva e la carenza di personale sia amministrativo che ispettivo”.

Una delegazione sindacale ha portato le problematiche sulla scrivania del Prefetto. I lavoratori chiedono risposte logistico-funzionali alle criticità evidenziate,  tra cui la riorganizzazione degli uffici, la definizione delle diverse funzioni e l’applicazione dei nuovi contratti integrativi. Insomma, si vogliono risposte dal vertice amministrativo e politico sulla inoperatività di fatto dell’INL che ha creato confusione, malfunzionamenti e promesse disattese al personale e su cui rischia di piombare anche il taglio di circa 7 milioni di euro annunciato dal Mef.

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