Violenze alle donne, Sannio secondo in Campania

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Insieme a Napoli, Benevento è il capoluogo di provincia campano con il rapporto maggiore tra denunce per violenza sessuale e abitanti. Secondo i dati Istat elaborati dall’Info data de “Il Sole24 Ore” il Sannio ha fatto registrare 14 denunce nel 2015 – ultimo anno disponibile – che si tramutano i 5,0 segnalazioni ogni 100mila abitanti. Napoli, maglia nera regionale, raggiunge quota 5,3, mentre a Salerno e Avellino la proporzione è rispettivamente di 4,5 e 4,4 violenze ogni 100mila residenti. Chiude la classifica Caserta con 29 reati che corrispondono ad un indice di 3,1.

Va sottolineato, però, che si tratta di informazioni legate alla volontà delle vittime di allertare le forze dell’ordine. La statistica Istat, infatti, raccoglie solo i reati denunciati: quelli commessi senza che la vittima abbia deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine non vengono conteggiati.

Andando ad analizzare il trend negli ultimi anni si scopre che il fenomeno è praticamente stabile per quanto riguarda il 2014 e il 2015. E’ in aumento, invece, rispetto al 2013 quando le denunce sono state 9. Il picco più alto si è toccato nel 2011 con ben 19 reati di violenza sessuale.

Al livello nazionale è la provincia di Milano ad aggiudicarsi l’infelice primato con 13,2 denunce per violenza sessuale ogni 100mila abitanti. Seguono Savona con 13,1 e Siena con 13. Quella con meno segnalazioni all’autorità giudiziaria, invece, è Vibo Valentia, con appena 1,8 casi ogni 100mila residenti.

“Si tratta di una statistica attendibile e che coincide con le esperienze che raccogliamo giornalmente”. E’ il commento della coordinatrice dei Centri antiviolenza d’ambito del Sannio, Carmen Festa.

“Si tratta – ha aggiunto – di un fenomeno che esiste sul territorio sul quale c’è ancora molto da lavorare. I nostri centri di Cerreto Sannita, Montesarchio e Benevento registrano accessi, sottolineando come il dato statistico corrisponda alla realtà dei fatti”.

Dal lavoro dei centri, però, emerge anche come il problema non riguardi esclusivamente le donne in difficoltà socio-economiche – come qualcuno potrebbe pensare -, ma anche quelle inserite in ambiti lavorativi e sociali ‘insospettabili’.

“L’aspetto interessante – ha spiegato Festa – è che c’è una stretta relazione tra denunce e servizi”. In sostanza, i territori dove sono presenti reti di supporto reali per le donne sono anche quelli dove sono presenti più reati. “Questo aspetto fa la differenza – ha concluso – perché le vittime si sentono ascoltate, comprese in ogni luogo dove si rivolgono e sanno di poter contare su diverse figure specifiche. Un network che le spinge a denunciare senza paura”.

E nel Sannio, la collaborazione tra Questura, Prefettura, associazioni e centri d’ascolto sembrerebbe dare risposte anche in questo senso. La violenza sulle donne resta, tuttavia, un problema diffuso e che va affrontato anche dal punto di vista culturale e della sensibilizzazione.

Non a caso, prosegue l’attività del camper della Polizia con il progetto “Questo non è amore”, mentre il 24 novembre Cgil,Cisl e Uil saranno a piazza Castello per piantare 99 ciclamini rossi in ricordo delle vittime di femminicidio. Giovedì 23 novembre, infine, a Palazzo Paolo V il Comune insieme al Centro antiviolenza d’Ambito “ProCeDo” darà vita a un incontro dedicato alla “resilienza delle donne”.

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