‘Vieni in Italia e ti sposo’. Era una trappola. 20enne ridotta in schiavitù

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I Carabinieri di Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno,  nel corso di specifici servizi  finalizzati al contrasto dei reati in materia di prostituzione, svolti lungo la litoranea di Eboli (SA), in data 08.12.2017, hanno tratto in arresto un cittadino rumeno    D. P., (32enne) perché ritenuto gravemente indiziato dei reati di “favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione”, nonché di “riduzione in schiavitù”,  in danno di una giovane 20enne, sua fidanzata e connazionale.

La giovane, pochi mesi fa, era stata fatta giungere in Italia, dal  giovane con la promessa di matrimonio e di un’occupazione  presso un’azienda agricola della piana del Sele.

In particolare, è stato documentato attraverso accurati servizi di osservazione e pedinamento che lo sfruttatore (fidanzato) accompagnava quotidianamente la sventurata,  sia la mattinata che il pomeriggio, lungo la litoranea, a bordo della sua autovettura, obbligandola, in uno stato di soggezione continuativa, a prostituirsi, nonché garantendole la protezione dietro corresponsione del denaro provento del meretricio.  A conclusione dei servizi il 32enne veniva ristretto presso il carcere di Fuorni, mentre la giovane è stata accompagnata presso una struttura protetta.

COMUNICATO UFFICIALE CARABINIERI

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1 COMMENTO

  1. A prescindere dai riti woodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali ed ad una certa tarda ora di notte, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

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