Avrebbe favorito gli amici, arrestato magistrato salernitano

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Avrebbe favorito gli amici: questa l’accusa contestata al giudice Mario Pagano che stamani è stato arrestato su mandato del Gip del tribunale di Napoli.

Pagano, già magistrato a Salerno e attualmente in servizio a Reggio Calabria, è stato fermato nell’ambito di un’inchiesta sui presunti favori che avrebbe elargito, appunto, ad amici imprenditori in cause civili che li coinvolgevano con esito favorevole e non astenendosi dal farlo nonostante l’obbligo specifico imposto dalla legge.

Per i Pm partenopei, il magistrato avrebbe fatto in modo che le cause in questione gli venissero assegnate. Al giudice il Gip ha riconosciuto il beneficio dei domiciliari ma nell’ambito dell’indagine sono sette le misure cautelari eseguite.

Oltre a Pagano, ai domiciliari è finito anche un funzionario giudiziario, Nicola Domenico Montone, mentre per quattro imprenditori il Giudice per le indagini preliminari ha disposto un divieto di dimora e per un consulente fiscale l’obbligo di dimora.

Al togato sono stati poi sequestrati beni per 500mila euro e contestati a vario titolo reati come corruzione in atti giudiziari, truffa aggravata e l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati.

Pagano, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto dal titolare di una casa di cura di Nocera Inferiore, circa 85 mila euro e la promessa di assunzione nella struttura di diverse persone segnalate dal magistrato.

E non solo: il magistrato avrebbe anche preso dal titolare di un negozio sportivo il materiale per la polisportiva Rocchese, di cui era responsabile; poi avrebbe ottenuto un finanziamento regionale di oltre 300 mila euro a beneficio di una società cooperativa, in vista della realizzazione di un agriturismo a Roccapiemonte. Fondi che per gli investigatori sarebbero stati ottenuti grazie ad artifizi contabili.

Infine contestato il reato falso in atto pubblico per una falsa denuncia di smarrimento assegnimentre tre sarebbero gli episodi di corruzione in atti giudiziari in relazione ai presunto favoritismi nella gestione delle cause riferibili a tre diverse aziende.

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2 COMMENTI

  1. per non parlare poi se il naso lo mettono nei beni confiscati e vanno a controllare i curatori fallimentari altro che mafia

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