Acqua: Famiglietti-Iannuzzi (Pd), ok salvaguardia ruolo regione

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“Esprimiamo la nostra soddisfazione per aver scongiurato l’approvazione dell’emendamento Ginefra nella sua formulazione originaria, che avrebbe compromesso e indebolito il ruolo e la rappresentanza della Campania nella futura Società pubblica fra le Regioni interessate per la gestione delle risorse idriche”. Lo affermano Luigi Famiglietti e Tino Iannuzzi, deputati campani del Pd.

“Nella legge di Bilancio per il 2018 è stato configurato un nuovo modello di governance per l’ottimizzazione della gestione delle risorse idriche nel Mezzogiorno, fortemente voluto dal Ministro Claudio De Vincenti e concordato fra le tre Amministrazioni regionali della Campania, della Puglia e della Basilicata.

Per la formazione della nuova Società e l’attribuzione delle relative quote, i due criteri da seguire rimarranno unicamente ed a giusta ragione la disponibilità delle risorse idriche conferite al sistema e la presenza di infrastrutture di captazione e grande adduzione sul territorio regionale.

Abbiamo così ottenuto la eliminazione dell’ulteriore criterio dell’utilizzo e del consumo delle risorse- proposto dal collega pugliese Ginefra -, che avrebbe inevitabilmente ed ingiustificatamente penalizzato l’Irpinia, compromettendo l’assetto equilibrato e corretto della costituenda Società. Così abbiamo salvaguardato i legittimi e fondati interessi dei territori e delle comunità campane, ribaditi con forza dal Presidente De Luca”, aggiungono i due parlamentari.

“Infatti, dopo una lunga giornata in Commissione Bilancio ed in costante contatto con la Giunta regionale che ha seguito con grande attenzione la vicenda, è stata alla fine approvata solamente la proroga della concessione per l’Acquodotto Pugliese dal 2018 al 2021, esclusivamente collegata all’affidamento del servizio idrico integrato in Puglia ma non già alla formazione della nuova Società pubblica fra le tre Regioni, anche perché sarebbe stato sbagliato sovrapporre e confondere la funzione di governo dei grandi invasi e delle condutture di connessione infraregionali con le specifiche attività di gestione dei servizi idrici integrati nei diversi ambiti territoriali di riferimento”, concludono Famiglietti e Iannuzzi.

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