Salerno: Santa Teresa, dopo 4 anni solarium deteriorato e teak lesionato

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Era il 26 ottobre del 2013 quando l’allora sindaco del Comune di Salerno e vice Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Vincenzo De Luca presiedeva alla consegna dei lavori per la riqualificazione ambientale, urbanistica e funzionale della spiaggia di Santa Teresa. Fu presentato un progetto davvero molto bello, avveniristico con tanto di rendering, altamente funzionale.

L’importo a base di gara fu di 2,17 milioni e l’intervento prevedeva la realizzazione di una copertura in teak di 1.600 metri quadrati, riqualificazione (e arredo) dell’arenile di Santa Teresa, la costruzione di un’area dei servizi, la deviazione del canale di scarico a cielo aperto, la rete wireless, l’installazione del totem multimediale touch screen, l’impianto di video sorveglianza, il sistema del verde, l’illuminazione con pali mobili telescopici, dotazioni per lo sport ed il tempo libero. Quattro anni dopo, a riguardare i rendering, non tutto sembra essere andato per il verso giusto.  Lo scrive La Denuncia.it di Francesco D’Ambrosio

Teak – Oggi la distesa di teak appare deteriorata: problema importante ma secondario rispetto alle condizioni strutturali di alcuni listelloni, spaccati proprio in corrispondenza delle bullonature.

Eppure così veniva presentato l’intervento in fase progettuale: “Il sistema strutturale, in legno Azobè e Ipè è stato progettato in maniera molto semplice, presupponendo l’insieme di tre livelli di elementi portanti:

a) travi principali di sezione 200×200 mm modulari,

b) elementi secondari di sezione 40×60 sovrapposti alle principali;

c) pavimentazione con listelli sovrapposti di Teak di spessore 60 mm. L’innesto trave principale palo verticale è stato studiato in maniera che tutte le travi convergenti sul palo possano essere poste in opera con semplicità ed istantaneamente entrare in esercizio. Il sistema ha anche il vantaggio di essere prevalentemente isostatico; questo comporta che le eventuali operazioni di manutenzione straordinaria ed eventuale smontaggio non coinvolgono elementi delle aree adiacenti”. Dal video si evince che qualcosa non ha funzionato.

Area dei Servizi – Il progetto così descriveva: “La spiaggia è attrezzata con una serie di servizi minimi: servizi igienici, docce, fontanini, raccoglitori capienti per la raccolta differenziata dei rifiuti e piccoli cestini.

La proposta progettuale concentra tutti i servizi in un’area per una manutenzione più efficace e un livello elevato di videosorveglianza ai fini della sicurezza e contro gli atti di vandalismo. L’area in questione è stata individuata a ridosso del torrente Fusandola, si è formato un boschetto di palme con lo spostamento di quelle preesistenti ed è stata prevista una grossa pergola.

Sono previste le seguenti attrezzature: servizi igienici totalmente autopulenti, con requisiti funzionali anche per portatori di handicap, allestiti con due locali separati in un unico blocco prefabbricato rivestito di teak, porte di acciaio e pulsantiera/gettoniera per l’accesso controllato; quattro docce in acciaio inox AISI 316L con interruzione automatica del getto, un fontanino in acciaio inox AISI 316L, un blocco di quattro cassonetti (da lt. 240 l’uno) per la raccolta differenziata, sei cestini porta rifiuti e per la raccolta delle sigarette e due tavoli con sedute per il gioco delle carte o per generici giochi da tavolo”.

Il sistema del verde  – Così il progetto: “L’impianto del verde più prossimo alla spiaggia prevede prevalentemente l’utilizzo di essenze autoctone, che più facilmente si inseriscono nel contesto ambientale e richiedono ridotta manutenzione e sopportano molto bene l’elevata azione di sostanze saline.

Il primo gradone a quota 3,30 sarà contrassegnato da un colonnato di 18 Washingtonia Robusta con fusto da 50/70 cm. e altezza 12/14 metri.  Nell’area dei servizi saranno piantumate rose rampicanti a foglia caduca, con forte crescita e copertura nel periodo primaverile- estivo”.

 

 

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10 COMMENTI

  1. il legno ha avuto problemi dall’inizio, ma ignoro il concetto di qualità…il montaggio è stato pessimo e quello è sotto gli occhi di tutti fin dal primo giorno.

  2. Quel legno viene calpestato di continuo ed e’ esposto ad intemperie tutto l’anno (sole, vento, pioggia, salsedine, imbrattamenti vari), normale che si rovini, magari il legno non e’ sta la scelta più felice.

  3. Ma se quel legno è lì da quattro anni senza alcuna manutenzione, trattato senza rispetto, perchè il legno merita rispetto, cosa vi aspettate? Comunque, se fosse necessario, ennesima dimostrazione di come vengono sperperati i soldi pubblici a Salerno, e parliamo di 2,17 milioni di euro, mica noccioline!!!!

  4. Qualsiasi intervento di progettazione, dovrebbe prevedere l’utilizzo di materiali idonei. L’utilizzo di un legno costoso come il teak per questa pavimentazione, presupponeva una manutenzione periodica annuale, che mai è stata fatta, e chissà se mai lo sarà. Questo avrebbe consentito di apprezzarne nel tempo il colore e la durata. La pessima messa in opera con le viti in bell’evidenza, i tagli fatti con l’accetta e le linee di posa non rispettate, lo rende un lavoro scadente, con grande spreco di materiale pregiato.
    Se faranno la manutenzione prima di dover buttare tutto, continueremo a vedere le viti, i tagli storti, ma apprezzeremo perlomeno il colore del teak.

  5. Come tante opere fatte a Salerno e poi lasciate deperire senza manutenzione e cure. Vi ricordate la stagione delle fontane? Nessuna che funziona più da anni,quindi con la scusa di riqualificare si spendono soldi per opere che vanno in malora e poi riqualifichiamo di nuovo e così via.

  6. ci vuole una manutenzione continua…..vicino al mare……
    …bisogna essere competenti….e non fare solo la parte di dici ABBIA FATTO…..bisogna vedere anche nel futuro

  7. Ma qual’è il problema??? Tanto con i soldi dei contribuenti ne rifaremo uno tutto nuovo degno di una città europea!!! ..ed io pago!!!

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