Buste compostabili. Verdi. E’ una buona legge, ma serviranno alcuni cambiamenti

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Stupisce l’enorme clamore suscitato dalla questione delle buste compostabili soprattutto perché la rivolta social con motivazioni in alcuni casi assolutamente sballate c’è stata solo per questa misura che va anche a tutelare l’ambiente e non per i tanti aumenti che hanno contraddistinto questi primi giorni del 2018, a cominciare da quello della Tangenziale l’unico asse viario in tutta Europa a pagamento interno a una città, per restare nell’area napoletana”.

Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il portavoce regionale del Sole che ride, Vincenzo Peretti, per i quali “dopo innumerevoli tentativi, Pomicino, presidente della Tangenziale, è riuscito a imporre un ulteriore aumento del pedaggio avvenuto a fine 2017 facendogli raggiungere addirittura la cifra vergognosa di 1 euro, ma non ci sono state le polemiche che si sono scatenate per i sacchetti compostabili che devono essere usati per imbustare frutta e verdura, nonostante un aumento complessivo del 53% dal 2006, quando si pagavano 65 centesimi, a oggi che si paga 1 euro. Siamo i solo noi Verdi a protestare contro questa vergogna che peserà sulle tasche dei napoletani dai 45 agli 80 euro all’anno altro che i pochi spicci delle buste biodegradabili”.

“Quei 2 centesimi che spendiamo per imbustare frutta e verdura fanno tanto rumore perché servono per ridurre l’inquinamento? Non basta mettere i mi piace su fb o indignarsi a parole contro le politiche anti ambientaliste che hanno portato al riscaldamento globale se poi non si è disposti neanche a pagare una piccolissima cifra per salvare il pianeta dall’inquinamento” si chiedono polemicamente i Verdi per i quali “se così fosse sarebbe la prova che ancora non c’è quella cultura ambientalista che è fondamentale per non continuare a mettere a rischio il nostro pianeta minacciato da politiche contro l’ambiente, a cominciare da quelle di Trump”.

“Questa vicenda, in cui è mancata una comunicazione che facesse capire le ragioni di questa legge, dimostra come si avverta la mancanza di una forza ambientalista in Parlamento e nel Governo” hanno continuato Borrelli e Peretti per i quali “la legge, che recepisce una direttiva europea alla quale il Governo doveva dare seguito per non incorrere in sanzioni, è una buona legge di partenza, ma va migliorata, magari coinvolgendo la grande distribuzione, ma, per farlo, serve una forza e un’anima ambientalista in parlamento che, al momento, manca”.

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