Salerno: Viadotto, quando l’interesse privato si mangia quello pubblico

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Per gli effetti prodotti, il viadotto Gatto rischia di passare alla storia come la peggiore opera mai costruita a Salerno. Lo scrive il sito web LaDenuncia.it di Francesco D’Ambrosio che fornisce una interessante riflessione sul futuro del viadotto Gatto più croce che delizia per i salernitani

Arteria pubblica di fatto privatizzata dalle aziende (in parte di altre regioni) che, attraverso il suo intensissimo utilizzo, realizzano il proprio business: società di movimentazione merci su gomma (Tir), società di logistica, spedizionieri che operano nel porto ed armatori che scelgono lo scalo di Salerno proprio perché esiste questo collegamento diretto con le autostrade – prosegue l’articolo de La Denuncia.

E l’interesse pubblico va a farsi benedire, con buona pace dei cittadini che hanno scelto di vivere nei rioni Porto, Olivieri, Canalone e centro storico alto (in particolare via Monti). Ma anche a Vietri sul Mare e Cava.

Migliaia di famiglie che, paradossalmente, vedono la qualità della propria vita peggiorare giorno dopo giorno in nome di un non meglio identificato interesse strategico nazionale (da qui il ‘capolinea’ allo scalo di via Ligea delle vie del mare) che aveva un senso durante la lunga fase di  riammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, conclusa però da tempo.

Quasi che l’Italia la dovessero salvare loro, gli abitanti di una fetta di Salerno i cui interessi mai sono finiti al centro dell’agenda politica (qui si imbarcano anche le ecoballe portate all’estero…). Di contro esiste solo la possibilità, più teorica che che pratica e comunque senza un orizzonte temporale certo, di costruzione delle gallerie di Porta Ovest.

“Il cantiere è fermo da mesi” aveva però troncato il segretario dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Tirreno Centrale, Francesco Messineo, il 18 dicembre 2017 (video in basso).

A fronte di una situazione insopportabile per in qualsiasi altra parte d’Europa, cosa fanno gli organi di controllo? L’Arpac, ad esempio, ha mai misurato le emissioni di monossido di carbonio delle centinaia di Tir scaricati dalle decine di navi Ro-Ro che ogni giorno attraccano?

E le emissioni sonore rientrano davvero nei limiti? Il Comune, attraverso la sua massima autorità sanitaria cittadina (il sindaco) ha mai chiesto di avere sotto mano una relazione analitica dei flussi di traffico – con relativo inquinamento prodotto – anche per verificare l’esistenza della piena compatibilità della struttura, costruita quasi mezzo secolo fa, sulla quale l’ente che dirige ha la responsabilità della sicurezza?

Ha mai raccolto il grido di allarme degli abitanti di via Monti le cui case sono scosse ad ogni passaggio di Tir? Ha mai dato ordine al comando dei Vigili Urbani di far (quantomeno) rispettare il segnale di divieto di svolta a sinistra, in salita, all’incrocio con via Benedetto Croce (da qui il disagio di Vietri e Cava)? Sul piano politico davvero si pensa di demandare la soluzione del problema alla costruzione (oramai ipotetica) della gallerie di Porta Ovest?

E nelle more non sarebbe più giusto pensare di far prevalere l’interesse pubblico (della città) a quelli privati? Mentre De Luca sogna la riconversione a giardino pensile verticale (secondo video in basso) la risposta, probabilmente, è nelle foto scattate ieri sera dal nostro lettore Giovanni Capuano.

Fonte e Video LA DENUNCIA.IT

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15 COMMENTI

  1. Tutta una serie di sole deduce del mal fatto.
    Ma siete in grado do proporre qualcosa di valido e costruttivo, tale da salvare capre e cavoli?

  2. Veramente difficile trovare le giuste parole per commentare il farneticazioni articolo. Fa già rabbrividire la classificazione fra interessi privati (quella degli operatori portuali) di chi ha scelto il porto di Salerno come base per il carico / scarico merci (che hanno consentito di portare ricchezza reale diretta ed indotta alla città) e pubblici (il viadotto fu costruito per consentire un più facile accesso alle autostrade per decongestionare il traffico cittadino).
    Risulta davvero difficile credere che l’articolo non sia frutto di una manipolazione politica di un avvenimento di traffico congestionato.
    Per questi soggetti politici che continuano a sobillare i più deboli attraverso un uso improprio dei mezzi di comunicazione Salerno dovrebbe imboccare la strada dell’isolamento per mantenere integra la purezza (?) della razza.
    Sappiate distinguere fra questi ciarlatani e chi invece le cose per Salerno e per la Campania le ha davvero fatte.

  3. Articolo frutto di un altro appassionato della decrescita felice. Magari solo per gli altri e non per lui.

  4. “quando l’interesse privato si mangia quello pubblico”… ma qui siamo davvero al delirio. Se il viadotto non ci fosse, quei camion (che non vengono in gita turistica, ma sono qui per svolgere attività che portano LUCRO e LAVORO alla città di Salerno) dovrebbero attraversare la città per prendere l’autostrada, con il disastro conseguente.

  5. “quando l’interesse privato si mangia quello pubblico”… ma qui siamo davvero al delirio. Se il viadotto non ci fosse, quei camion (che non vengono in gita turistica, ma sono qui per svolgere attività che portano LUCRO e LAVORO alla città di Salerno) dovrebbero attraversare la città per prendere l’autostrada, con il disastro conseguente.

  6. Le amministrazioni De Luca e quelle dei suoi burattini non hanno mai anteposto gli interessi dei cittadini a quelli dei due o tre privati che hanno tratto beneficio (ricchezza) dal porto, proprio a scapito della salute, della tranquillità e della sicurezza dei cittadini. Ciò che è riportato nell’articolo è assolutamente vero; se le amministrazioni di cui ho detto avessero amato veramente Salerno ed i suoi abitanti, avrebbero fatto una sola operazione: la delocalizzazione del porto in zona Campolongo. Oggi il viadotto, sfregio del paesaggio, sarebbe stato demolito, molte centinaia di milioni di euro di soldi pubblici non sarebbero stati spesi per gallerie che mai si faranno e per la manutenzione ed i vari progetti che interessano il porto che quello è e quello resterà, a scapito delle migliaia di famiglie che hanno perso salubrità, tranquillità e sicurezza. Oggi al suo posto avremmo un grande porto turistico con ristoranti, bar e negozi e quell’angolo di Salerno, che era magnifico, sarebbe stato restituito al godimento della città e non dato in pasto ai Grimaldi ed ai Gallozzi per i loro lucrosi affari.

  7. Finalmente qualcuno che dice la verità. Chi si oppone evidentemente o vive lontano dalla zona porto oppure appartiene ad uno di questi interessi privati. Chi vive in questa zona è ostaggio del traffico di tir.

  8. queste farneticazioni sono da film horror… ma lo sa il signore che ha scritto l’articolo che il viadotto fu costruito, in origine, solo ed esclusivamente per servire il porto e non il contrario? ma non vale la pena nemmeno di replicare, sarebbe tempo prezioso perso dietro a chiacchiere da bar… evidentemente le elezioni sono vicine!!!

  9. “Per cittadino Salernitano “ Per questo dobbiamo ringraziare i tuoi amici almeno come parli perché quanto DE LUCA chiese ai sindaci di Battipaglia ed Eboli, gli negarono la concessione, perché dissero da noi, vuoi portare il porto commerciale e tu vuoi fare il porto turistico a Salerno. Perciò la colpa non è di DE LUCA ma dei tuoi compari.

  10. Il viadotto va abbattuto nel tratto Olivieri-Porto. Successivamente al completamento di Porta Ovest, chi vorrà andare a Vietri prenderà il viadotto, chi vuole andare al porto andrà per le gallerie. Ciò per una PULIZIA AMBIENTALE, ARCHITETTONICA/PAESAGGISTICA. Quel tratto è un’opera “abusiva”, pensata da progettisti senza scrupoli e senza sensibilità, che ha violentato un panorama unico al mondo, e, per questo, va abbattuto !!! Chi non la pensa così…farnetica!!!.

  11. L’amministrazione è riuscita, con la sua propaganda negli anni, a far passare per opere di interesse pubblico iniziative che invece muovono principalmente interessi privati (e neanche di privati salernitani, sottolineo).
    Tutto ciò reso più facile con la disinformazione ed ignoranza o superficiale disinteresse della maggior parte della cittadinanza che vedendo spot in tv di navi da crociera, fiumane di gente che sotto natale invade il centro città con il proprio bel pranzo a sacco, tagli di nastri di nuove opere pubbliche portate a compimento (dopo tempi biblici) crede di appartenere ad un centro nevralgico, punto di riferimento per il meridione e la nazione intera.
    La stessa gente, alla cui categoria appartengono evidentemente i suscettibili commentatori di questo articolo che mi hanno preceduto, si dimentica poi, o fa finta che così deve andare, che chi vuole muoversi verso la costiera per lavoro, per residenza o semplicemente per godere di una bella giornata estiva, deve perdere metà della propria giornata (e della propria salute) in coda con i TIR; si dimentica che quelle splendide opere che la nostra illuminata amministrazione ha portato a termine, promuovendo la crescita della città e della sua immagine,non ha più interesse a manutenere con una dilagante incuria e precoce invecchiamento e degrado (qui gli esempi sono innumerevoli: lungomare, corso, giardini pubblici,strade ecc ecc).
    Un’ultima osservazione: l’anno appena concluso ci ha arricchito di una nuova nutrita categoria: i venditori di calzini! questi, uniti alla già folta schiera di ambulanti di tutte le razze (di cui una grossa fetta proveniente dal napoletano), scendono dal loro bel trenino proveniente dal capoluogo di regione con il proprio biglietto certamente acquistato e contribuiscono all’ammodernamento e la crescita della città.
    Invito i cari lettori, la cui visione delle gestione della res publica è sicuramente limitata, a guardare cosa le amministrazioni di città e stati meno corrotti fanno realmente per il pubblico interesse, migliorando veramente la qualità di vità dei propri connazionali e concittadini e non ingannandoli a chiacchiere.

  12. In pratica, come uno mette un piede fuori di casa allora sta usando a fini privati qualcosa di costruito con fondi pubblici, il marciapiede.

    Vergognatevi tutti.

  13. caro Anonimo, il fine privato si costituisce nel momento in cui io sul marciapiede ci stendo un bel telo bianco e ci vendo la mia sgargiante merce contraffatta!
    ma tanto questo è legale, fa girare l’economia, valorizza l’immagine di Salerno e arricchisce i commercianti salernitani che hanno un’attività e pagano le tasse e permessi.

  14. Dopo la lunga sequela di denunce, ci si aspetterebbe anche una altrettanto lunga serie di proposte concrete rivolte ai responsabili della cosa pubblica, per addivenire a una o più soluzioni dei problemi evidenziati. Tanto più che il processo decisionale è defaticante e richiede tempi lunghi per l’esame dei progetti prima, la ricerca dei finanziamenti dopo e infine per la loro realizzazione.
    Quanto alla visione idilliaca del “cittadino salernitano”, non saprei come definirla diversamente.
    intanto, il porto a Campolongo difficilmente poteva sorgere stante le insorgenti, numerose altre problematiche, anche di tipo NIMBY (Not In My Back Yard) provenienti da quell’area: esistenti allora quando se ne discusse negli anni cinquanta e ancor più adesso se si volesse avviare un processo di delocalizzazione della struttura e delle sue appendici.
    Tutto da dimostrare poi il “vertiginoso” sviluppo ai fini turistici che – si sostiene – avrebbe arrecato il cambio di destinazione d’uso del porto da “commerciale” a “turistico”. Non certo in termini occupazionali e di ricchezza arrecata. Solo l’impatto ambientale, certamente importante, avrebbe giocato a favore di un insediamento a carattere turistico. Tuttavia, con una oculata realizzazione del sistema multimediale dei trasporti a servizio del porto commerciale, inopinatamente scartata negli scorsi decenni, questo gap sarebbe stato sensibilmente ridotto.

  15. Con tutti questi urbanisti e salernitani D.O.C. oltrechè politici di vaglia, cosa si può commentare? Un ragionamento serio richiede competenza e conoscenza.

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