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I buoni propositi per il nuovo anno in ordine alfabetico (di Cosimo Risi)

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A come auguri. Qualcuno sostiene che gli auguri per il nuovo anno si possono scambiare fino all’Epifania, poi vanno dismessi assieme all’albero e al presepe.

Ed allora nessun augurio se non quello francescano e universale di “pace e bene”.

B come Bolle. Roberto Bolle trionfa in prima serata con uno spettacolo di danza. Che Bolle sia bellissimo, lo sanno tutti quanti sono riusciti ad ammirarlo “nature” sul palco. Che riesca altrettanto bene in TV, non era scontato. La bellezza paga, finalmente.

C come contaminazione. Come il gatto in tangenziale: il film con Albanese e Cortellesi è divertente e intelligente e fa un uso del romanesco meno greve del solito. L’assunto del film è che la contaminazione esiste solo nella chiacchiera progressista sulla spiaggia di Capalbio. Prova a praticarla nei sobborghi di Roma o di qualsiasi metropoli. Tutti nazionalisti allora?

D come Donald. Il riferimento a Trump è purtroppo inevitabile. A Roma si direbbe che non si capisce se ci fa o c’è. Scrive tweet invece di concedere interviste, diffonde dichiarazioni che i collaboratori si affrettano a ridimensionare, il Segretario di Stato è divenuto una specie di correttore di bozze, solo la sua Rappresentante all’ONU sembra seguirne le orme pedissequamente. Nella biografia appena uscita negli USA, l’epiteto più gentile è  “unfit”: inidoneo all’incarico presidenziale.

E come Emma. Emma Bonino è di tutt’altra pasta, eppure con Marina Ripa di Meana (vedi sotto) condivide la virtù della sfrontatezza. Solo una donna impavida può affrontare i riflettori col turbante a coprire il capo e la grinta di chi non si lascia vincere dalla malasorte e dagli avversari politici. Se abbiamo il bio-testamento ed altre leggi che ci fanno assomigliare ad un paese civile, lo dobbiamo a persone come lei.

M come Marina. Marina Ripa di Meana era elegante a modo suo. Nessuna donna perbene si vestirebbe né si comporterebbe come lei. Eppure Marina aveva una maniera elegante di essere sfrontata e contro corrente. Certo, era bella e ricca e sempre ben maritata. Quando sei bella ricca ben maritata, ti puoi permettere una licenza che alle persone normali “pare brutta”. La sua massima eleganza è nell’averci dato lezione sul fine vita. La morte la si affronta in vita, e lei, la sua, l’ha attesa a viso aperto. Un omaggio grato alla memoria.

N come Napoli. Napoli è  Pino Daniele. Il terzo anno senza Pino è paradossalmente più duro dei precedenti. Uno strano effetto produce la sua musica: più l’autore si allontana dal nostro quotidiano, più la musica ci pervade. Per lui valga l’epitaffio postato da Antonio Bassolino, all’epoca Sindaco: “fatemi passare, devo parlare con Pino”. Pino ci parla ancora: “E te senno quanno scinni ‘e scale / ‘E corza senza guarda’…”.

O come Ozpetek. Il regista di origine turca e naturalizzato in Italia regala una perla cinematografica con Napoli velata. Ecco un modello da esibire a quanti avversano la proposta di legge malamente qualificata di ius soli.

P come Palermo. L’Italia è divisa in due. L’annuncio è gridato nei notiziari meteo come fosse una novità. A Palermo un amico mi disse che teneva il cappotto per andare sul continente. Con venti gradi a gennaio sarebbe il posto in cui vivere tutto l’anno. Come la Florida negli Stati Uniti.

R come Roma. Virginia Raggi annuncia di non volersi candidare per il secondo mandato. Forse si aspettava una rivolta di popolo alla triste notizia. Per ora non si ha notizia di rivolte di popolo.

T come Turchia. Il Presidente Erdogan si reca in visita a Parigi. La foto ritrae la Signora Erdogan accanto alla Signora Macron davanti all’Eliseo. La prima è castigata nel velo d’ordinanza, che proprio il marito ha sdoganato dopo il divieto di indossarlo in pubblico risalente a Kemal Ataturk. La seconda smette l’adorata minigonna a favore dei più casti pantaloni. Questione di bon ton diplomatico.

V come virtù pubblica. “Virtù viva sprezziam / lodiamo estinta”. Confidiamo che Giacomo Leopardi abbia torto nel suo pessimismo e che la pubblica virtù sia invece quella di Petrarca: “Di sì alta vertute il cielo alluma”.

di Cosimo Risi

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