Imposta di soggiorno: è una giungla in Campania. L’Abbac lancia l’allarme

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“E’ diventata una giungla, ognuno decide in base ad un mero calcolo per aggiustare i bilanci comunali che sono obbligati al pareggio e per cassa, senza tener conto delle necessità e dei servizi da garantire a chi sceglie di venire in Campania – dichiara Agostino Ingenito, presidente dell’Abbac l’Associazione Bed & Breakfast ed Affittacamere che da sedici anni lavora affianco degli operatori ricettivi extralberghieri. “Negli anni avevamo avvisato dell’opportunità di stabilire accordi condivisi ma gli enti locali stanno approfittando di questo buon trend del turismo regionale per garantirsi risorse senza tuttavia dare chiari segnali in merito alla destinazione di queste risorse, troppo spesso impegnate per ben altri scopi”.

E’ chiara la considerazione di Agostino Ingenito: Anche le altre categorie condividono il mio pensiero e da tempo abbiamo chiesto ai Comuni di trovare degli accordi, ma sembra un muro di gomma con sindaci ed assessori che lamentano difficoltà di bilancio e che dunque giustificano aumenti dell’imposta oltre che obbligando come operatori a fare il lavoro sporco”. In effetti l’imposta di soggiorno che è gestita in maniera diseguale sul territorio regionale è prelevata per obbligo di legge dai gestori ricettivi che devono pretenderla dagli ospiti e poi riversarla con regole e modalità diverse alle casse comunali.

“Siamo sostituti di imposta, quindi obbligati a prelevare la somma, con non poche diffidenze dei viaggiatori che a volte non comprendono perché vi siano differenze tra un Comune all’altro – continua Ingenito che è parte integrante del coordinamento regionale dei distretti turistici della Campania – E cosi succede che se un turista decide di dormire a Napoli e poi di spostarsi a Sorrento o ad Amalfi dovrà sborsare cifre differenti per il suo soggiorno oltre naturalmente al prezzo della camera. E’ ormai inderogabile un’azione di coordinamento, ecco perché ritengo necessario un tavolo in cui siedano rappresentanti della Regione, dell’Anci, e delle associazioni – continua Ingenito – Serve un osservatorio, delle linee guida comuni e un sistema di prelazione dell’imposta oltre a chiari intenti di come si intende utilizzare queste risorse.

Da tempo assistiamo a scelte assai discutibili dell’uso di questi fondi, certo sono anche tanti gli abusivi che non prelevano né versano e a cui va imposto l’accettazione di regole sull’uso turistico degli immobili ma serve tuttavia trovare una quadra concreta che dia risposte ad un viaggiatore spesso disorientato, ammirato dalle nostre bellezze storiche culturali e paesaggistiche ma costretto a subire disservizi.

“Ho inteso esprimere a più riprese la necessità di tutelare i viaggiatori e i nostri operatori- dichiara Ingenito – Il turista non è un pollo da spennare ma un cittadino temporaneo da accogliere offrendo servizi e garantendo in tal modo un suo ritorno, vera ed autentica modalità per garantire continuità nello sviluppo turistico. Tutti parlano di turismo come fonte economica importante ma siamo ancora molto indietro rispetto ad altre località. Una miriade di enti che non si coordinano, mentre ancora non si sa come e quando sarà attiva quell’agenzia regionale del turismo tanto attesa e poi la mancata collaborazione tra gli enti locali oltre ad una disorganizzata gestione dell’accoglienza con ept ed apt ormai superati dal mercato e non chiara azione nei confronti di tanti speculatori che soprattutto nelle aree di maggiore flusso turistico agiscono indisturbati.

Non univoche neanche le modalità di apertura, con scelte assai discutibili di Asl e Comuni che impongono limiti e restrizioni mentre quasi nessuno risolve problemi urbanistici strutturali che potrebbero fare la fortuna di centri storici minori e monitorare il fenomeno soprattutto extralberghiero che sta dando concrete opportunità a famiglie e giovani disoccupati. “Serve dunque un coordinamento, facciamo appello al Governatore della Campania De Luca per istituire un tavolo di dialogo e confronto- conclude Ingenito – Gli enti locali non possono solo limitarsi a prelevare imposte ma serve un’azione condivisa per rendere strutturali l’economia turistica e garantire opportunità, affinchè non si trasformi nell’ennesima bolla mettendo in discussione ed in fumo speranze ed occasioni per tanti imprenditori e famiglie.

 

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