Fonderie, Cisal: «Chiusura fabbrica ha due mandanti: politici e sindacalisti»

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“La revoca dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, da parte della Regione Campania alle Fonderie Pisano e la sua conseguente chiusura è frutto di un’operazione che ha due mandanti: politici e sindacalisti”.

Così Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale, commenta la decisione di far spegnere i forni dell’opificio di Salerno. “Le Fonderie Pisano non inquinavano il territorio da poco tempo, ma le criticità sollevate dai cittadini erano note a tutti da almeno 15 anni.

E’ davvero strano che la Regione Campania, con una Giunta in quota Pd, chiuda la fabbrica a una settimana dal voto che porterà tutti gli italiani a decidere il nuovo Governo. A mio avviso, non si tratta di una coincidenza. E’ solo l’ultimo modo per lavarsi la coscienza dei tanti morti che i salernitani hanno pianto in questi anni, una grande operazione mediatica alla luce dell’ultima inchiesta di Fanpage”.

Ma Vicinanza ci va giù duro anche con i sindacati che hanno seguito la vertenza dall’interno della fabbrica salernitana: “Le organizzazioni dei lavoratori dove erano 15 anni fa, quando bisogna parlare concretamente della delocalizzazione della struttura?

Oggi sbraitano e protestano, ma sono intervenuti solo a cose fatte, quando la magistratura, giustamente, ha acceso i riflettori su una storia ignorata da tutti per troppo tempo. Ecco perché ritengo inutili i sit-in di protesta a Napoli di chi, per decenni, ha pensato solo alle tessere e non al futuro degli operai”.

Da qui il messaggio a operai e cittadini, che per Vicinanza sono le vere vittime di questa storia: “Agli operai invito ad abbandonare i sindacati che non hanno fatto gli interessi dei lavoratori e a disertare le urne il prossimo 4 marzo.

Con questo non dico che la gente deve iscriversi alla Cisal o ad altri sindacati, ma di ribellarsi al sistema e farlo concretamente. Ai cittadini e ai comitati, invece, confermo quanto già detto nei mesi scorsi: sono stati protagonisti di una battaglia tra poveri senza precedenti, accontentati a una settimana dal voto per portare qualche preferenza in più al partito del potente di turno. Le Fonderie Pisano andavano delocalizzate sicuramente, ma almeno 15 anni fa.

Ecco perché mi auguro che Lorenzo Forte, portavoce del gruppo “Salute e Vita”, ora non si faccia strumentalizzare e tenda la mano a quegli operai che adesso non hanno più niente e che adesso, insieme a chi ha perso i propri cari per un male incurabile, pagano il prezzo più alto di tutti”.

COMUNICATO CISAL

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4 COMMENTI

  1. Vergogna … colpa di De Luca & C…. buoni solo a distruggere e non trovare soluzioni !!!!

  2. Da bravi sindacalari al servizio dei padroni e mai dei lavoratori che vi pagano le tessere, omettete di citare i veri colpevoli di questa chiusura ossia, la proprietà che da trenta anni ormai, crede di essere al di sopra della legge che, poi, inesorabilmente, arriva e ti stanga !

  3. Tutti colpevoli dal primo all’ultimo. E la cosa sconcertante è che per far rispettare la legge dei semplici cittadini hanno dovuto lottare esporsi e mettere a rischio se stessi e le proprie famiglie per il bene di tutti. Non smetteremo mai di ringraziare questi eroi del popolo

  4. Questa faccia tosta ogni volta che chiudono quel mostro se ne esce con fantomatiche lettere e soluzioni. Giovanotto hai una certa età capisci da solo che siete sotto gli occhi di tutti i principali artefici della fine di queste famiglie. Anziché tutelarli e avviare la proprietà a delocalizzare vi siete divisi panpagnotta. Ora voi sindacati vi fate la lavata di faccia e date la colpa al mondo. L’Italia erano i sindacati vergogna voi siete solo mercenari

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